Ecco la “sinistra dei competenti”: il voto è il male, viva i tecnici

· 26 Luglio 2026


In questa puntata di “Alta tiratura” Alessandro Gnocchi racconta le la natura illiberale della sinistra moderna parlando di un libro di recente uscita dal contenuto piuttosto inquietante, il cui titolo è: “L’anima nera della democrazia. Manifesto per un altro ideale politico”, scritto dal sociologo francese Geoffroy De Lagasnerie e pubblicato in Italia dalla casa editrice Orma. Nella sostanza, si tratta del manifesto della “sinistra dei competenti”, di quelli che ritengono che la politica sia troppo importante per lasciarla alle masse e che quindi ritiene che la democrazia fondata sul voto sia un’idea superata: bisogna sottrarre questa materia al popolo e affidarla a tecnici e a istituzioni che rispondono solo a loro stessi.

Per esempio, l’autore immagina che una decisione sull’adozione dell’energia nucleare venga presa non dai cittadini direttamente con un referendum, bensì da una specie di consulta che interroga i saggi e i sapienti per un certo periodo di tempo per poi prendere una decisione finale. Lo stesso discorso vale per alcune proposte dal sapore prettamente cinese, ovvero la patente a punti per i politici e la radiazione dei partiti che mentono sul proprio bilancio.

L’elemento centrale in questo libro è quindi la questione della verità. De Lagasnerie afferma che se una legge viene approvata dalla maggioranza non per forza è giusta o vera: è necessario prima stabilire cos’è la giustizia e che cos’è la verità. Peccato che sia un’impresa che negli ultimi 10mila anni non abbia trovato una soluzione: chi è che deve decidere che cos’è vero, che cos’è giusto e che cosa devono fare i tecnocrati? Si ritorna al pregiudizio politico; quello per cui è giusto quello che pensa la sinistra dei competenti e della tecnocrazia. Insomma: la sintesi di qualcosa che abbiamo già visto nella realtà.

Il pregio di questo libro è che non ha pudore: dice esattamente quello che pensano (senza però osare dirlo chiaramente) molti a sinistra. Dunque il voto è inutile, anzi è dannoso; i Parlamenti sono una palude, le decisioni vanno prese dai tecnici e quindi vanno bene anche tutte quelle soluzioni politiche che tolgono potere al Parlamento. Cose che abbiamo visto durante il Covid. Del resto in Italia, appena è possibile, si fa un’ammucchiata che sostiene un governo di tecnici, alla Mario Monti e alla Mario Draghi.

Si potrebbe dire che l’ideale politico di questo libro è la “tolleranza repressiva”, che è un ossimoro, ma anche una delle teorie di Herbert Marcuse, citato abbastanza spesso in questo libro. Si guarda anche al modello di alcune città-stato tipo Singapore, che ha un consiglio d’amministrazione più che un Parlamento. Se il CdA non raggiunge il risultato, viene licenziato e se ne assume un altro. Resta comunque veramente bizzarro che la democrazia, secondo la sinistra dei competenti, non funzioni perché non tiene conto della verità. Ma la democrazia non deve stabilire che cosa è la verità, è semplicemente una tecnica che si utilizza per sostituire chi governa senza dover fare ogni volta una rivoluzione in un bagno di sangue: purtroppo le teorie dei pensatori liberali alla Popper mancano incredibilmente nel libro. Loro stessi non credevano nella democrazia in sé, ma pensavano a un sistema che garantisse la libertà, se lo fa una monarchia si sceglie quella.

Il libro di De Lagasnerie rimane interessante da leggere, perché fa riflettere su come ragiona la sinistra illuminata, che si sente superiore a tutti e con la verità a disposizione nella tasca.


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