Ci mancava il flotillero che si strugge per il killer islamista
Giovanni Sallusti · 27 Luglio 2026
Cari ascoltatori, ora vi ricordiamo dei fatti reali e poi vi facciamo vedere come si fa a ribaltarli con un capovolgimento spaesante, molto più che surreale. La realtà è che, come tutti sanno, Abdul Ballout, cittadino tedesco di origini libanesi, 21 anni, dichiarato sostenitore dell’Isis, si è lanciato con un furgone contro il corteo del Gay pride a Berlino, poi è scappato, ma è stato scovato dalle forze speciali tedesche ed è stato ucciso in uno scontro a fuoco.
Ballout è a tutti gli effetti un terrorista di matrice islamista, che voleva arruolarsi in Siria e inneggiava all’Isis su Facebook, e inspiegabilmente era libero di circolare nonostante avesse già attirato l’attenzione delle autorità: si è lanciato a tutta velocità contro persone colpevoli solo di essere omosessuali, che nella sua delirante visione del mondo significa impuri.
Scopriamo invece che nella mente e purtroppo anche nelle esternazioni di un membro di punta della Global sumud flotilla il terrorista Ballout diventa tutt’altro. Parliamo dell’attivista Vincenzo Fullone, uno degli esponenti italiani più in vista della flotilla, uno di quelli arrestati da Israele quando le barche tentarono di violare il blocco navale non per un intento umanitario (alla fine lo hanno ammesso pure loro), ma come atto politico contro l’unica democrazia del Medio Oriente.
La mente di Fullone è evidentemente fuggita in un’altra galassia, perché ha prodotto sui suoi social una vera trasfigurazione di Abdul Ballout, un delirio ideologico: ”Avevi negli occhi il peso di un mondo troppo grande per la tua età”, come un normale adolescente in crisi esistenziale. “Avrei voluto che almeno una volta qualcuno ti avesse guardato con abbastanza amore da convincerti che valesse la pena restare. Che tu possa trovare la pace che qui non hai trovato”, e magari anche la donna morta nel suo attentato e tutte le persone ferite e terrorizzate. Ma nella ricostruzione flottillesca morti e feriti trascolorano a dettaglio. Il post ha provocato reazioni, così Fullone ha aggiunto: “Non sono impazzito, ho visto un ragazzo dove voi avete bisogno di vedere soltanto un musulmano”. Beh no, innanzi tutto era lui a definirsi come musulmano, e in versione dichiaratamente terrorista, visto che voleva combattere nelle file dell’Isis, un percorso di vita all’insegna dell’orrore e della morte.
Apprendiamo inoltre che Abdul “non ha agito per troppo islam, dell’islam non aveva quasi nulla: aveva rabbia, solitudine e un’identità consegnata a chi sapeva trasformarle in violenza. È cresciuto in una Germania che criminalizza perfino un’anguria”: ora lasciamo perdere l’anguria, rinunciamo a cercare un senso, per Fullone c’era questo adolescente in crisi con gli occhi tristi che non ha trovato nessuno che gli dicesse che vale la pena vivere, così come effetto collaterale si è arruolato nell’Isis e si è lanciato sulla folla per massacrarla.
Puntualizza inoltre Fullone: “Avrei voluto che al posto dell’Isis avesse incontrato una cultura meno classista e meno fondata sulla supremazia bianca come criterio di appartenenza, credibilità e valore umano”, ed eccolo l’immancabile suprematismo bianco, il fascismo 5.0 dell’estrema destra, come hanno sempre sostenuto gli esponenti dei partiti che applaudirono l’impresa flotillesca. È colpa della supremazia bianca se Ballout in nome di Allah voleva uccidere degli omosessuali in quanto tali.
Questo non è neanche più ribaltamento, che almeno partorirebbe un significato di segno opposto, anche se magari infondato, un po’ di realtà rimarrebbe: qui la realtà viene proprio riscritta secondo il dogma flotillesco. Capite che con questa gente è difficile parlare, non perché noi siamo biechi razzisti e non vogliamo parlare con loro, ma perché manca un linguaggio comune proprio di base, a partire dalla percezione del mondo esterno. No, caro Fullone, Abdul Fallout era un terrorista assassino che ha fatto car jihad a Berlino in nome dell’ideologia islamista: il resto è purissima supercazzola flotillesca.