Covid, Conte può dimettersi ‘a tempo’ per testimoniare: tana!

· 26 Giugno 2026


Cari ascoltatori, non essendo noi maliziosi, non diremo “tana!” a Giuseppe Conte sulla questione della Commissione covid di cui abbiamo recentemente parlato: cronaca alla mano, questa mattina ci limiteremo a notare quanto Conte sia un uomo fortunato, perché verrà tolto da una condizione di imbarazzo in cui lui non si è mai sognato minimamente di mettersi, e potrà serenamente agire di conseguenza. Ricordiamo che la Commissione d’inchiesta parlamentare sulla gestione dell’emergenza covid fino a ieri si è scontrata con un lievissimo limite: la persona più interessante da audire – non per attaccarla frontalmente né per lodarla acriticamente – cioè il gestore in capo di quella emergenza, l’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte, non si poteva audire, perché egli siede nella medesima Commissione. Motivo per cui non poteva essere ascoltato, a causa di un verosimile conflitto di interessi.

Sembrava quindi che la Commissione fosse arenata su questa contingenza sfortunata, ma ieri sera è uscita la notizia, con ampio rimbalzo oggi su tutti i giornali, che i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa hanno rilasciato una nota comune con la quale chiariscono la questione e aprono delle prospettive: “L’audizione di un parlamentare in carica da parte di una Commissione parlamentare d’inchiesta non risulta preclusa in via generale e astratta. I presidenti di Senato e Camera ricordano che la prassi vigente è volta a non consentire l’audizione da parte della Commissione d’inchiesta dei loro componenti; ma, stante la situazione di stallo venutasi a creare nelle Commissioni antimafia e covid” – nella Commissione antimafia c’è un problema analogo che riguarda Cafiero De Rao e Roberto Scarpinato, sempre in zona M5s, che sfortunati – “i presidenti La Russa e Fontana confermano la disponibilità a convocare le giunte per il regolamento per un necessario approfondimento”, così da cercare una soluzione che sblocchi lo stallo.

Ma, attenzione, i presidenti hanno anche aggiunto: “Ove invece emergesse la disponibilità dei componenti delle Commissioni a dimettersi per il tempo necessario a essere auditi, le presidenze sarebbero fin da ora pronte a rinominare gli interessati non appena concluse le audizioni”: nel caso in specie, stante la chiara buonissima fede di Conte, i presidenti di Camera e Senato gli vanno incontro: se si dimette per il tempo di testimoniare sono disponibili a rinominarlo, ricolvendo il dilemma formale e dissipando ogni possibile sospetto di conflitto o di irritualità. Potrà così illustrare la sua illuminata ed efficientissima gestione dell’emergenza Covid e poi tornare al suo posto. Ed essendo Giuseppe Conte niente interessato a sfuggire a una semplice audizione, siamo sicurissimi che arriveranno a breve le sue dimissioni, così da consentire i lavori della Commissione di cui fa parte e spiegare le sue scelte, anche su elementi di merito emersi, di cui in questi giorni parlano i giornali: in quella stagione andarono in scena indubbi sprechi rispetto a come agirono altri Paesi, per esempio con intermediazioni gonfiate.

Conte non vorrà senz’altro sfuggire a dare chiarimenti per i quali nessuno gli sta imputando responsabilità personali, per cui attendiamo da un momento all’altro l’annuncio delle sue dimissioni allo scopo di farsi audire dalla Commissione…


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