Poche balle, a Modena è stato un atto di terrorismo
Giovanni Sallusti · 19 Maggio 2026
Cari ascoltatori, che linguaggio utilizzabile ci è rimasto (per non dire di quale realtà) se viviamo intrappolati in una neolingua dove le parole possono allegramente capovolgersi nel loro contrario, anzi peggio, in un mondo alternativo dove alcune corrispondono al loro significato, ai fatti, a volte sì e a volte no? Ce lo chiediamo perché la notizia di stasera è più che di cronaca, dice molto sullo spirito del tempo. Per capirla proviamo a tenere come bussola i fatti, che a Modena un signore di nome Salim El Koudri è salito su una macchina, ha provato a falciare tutti quelli che aveva davanti e, una volta sceso, ad accoltellare tutti quelli che incontrava fuggendo. Ecco, la gip ha convalidato l’arresto e la custodia in carcere, ma è emerso che la Procura di Modena non ha contestato l’aggravante di terrorismo, né di odio razziale, e nemmeno la premeditazione.
Ora, per quanto riguarda l’odio razziale, le frasi di El Koudri sui “bastardi cristiani” e sul “vostro Gesù da bruciare”, sembrano quantomeno il segnale di una certa maldisposizione verso la nostra cultura e la nostra identità, alla quale in teoria dovrebbe appartenere anche lui, essendo, come giustamente ripetono tutti, cittadino italiano. Ma se non viene contestata l’aggravante del terrorismo, allora dobbiamo ridiscutere tutto quello che è successo nell’ultimo decennio e anche oltre. Abbiamo sempre definito terrorista chi alla guida di un mezzo, auto, camion, pick up che fosse, cercava di investire a caso tutti i civili che incontrava, dalla passeggiata di Nizza ai mercatini in Germania; e anche per sola logica è un atto di terrore accanirsi su civili per seminare sangue e paura. È proprio quel che è andato in scena a Modena, con in più i tentativi di accoltellamento a casaccio.
Ma a questo punto deve essere entrato in campo un contorcimento illogico: non essendosi El Koudri autodichiarato membro dell’Isis o di Al Qaeda, o di un’altra rete terrorista, allora non è terrorismo, a dispetto degli atti di tanti lupi solitari in tutta Europa protagonisti di azioni terroristiche sostanzialmente identiche a quella di Modena, e anche a dispetto delle esternazioni anticristiane dell’uomo. Lo stesso vale per la premeditazione: risulta infatti che El Koudri, prima di compiere il suo atto di puntini-puntini (visto che terrorismo non si può dire) abbia affermato “sapevo che andavo a morire”, il che significa che era consapevole di quel che stava andando a fare.
Non sappiamo se in legalese questo abbia valore, ma una domanda dovremmo porcela: davvero sarebbe uscito di casa per andare a fare un giro e godersi Modena, e poi una volta lì gli è venuto il ghiribizzo di fare una cosa poco commendevole, ma non terrorista? Qui siamo di nuovo alle forme del bispensiero: la Procura avrà i suoi argomenti tecnici a giustificare la sua richiesta, anzi la non-richiesta. Ma ha i suoi diritti anche il common sense: a Modena è successa una cosa che per almeno un decennio abbiamo definito un atto di terrorismo; ma se accade in Italia non è più terrorismo perché è vietato insinuare il dubbio che il terrorismo si possa manifestare anche da noi. Non ci raccapezziamo più.