“Parlando liberaMente” con Francesco Giubilei/ A sinistra complici morali dei violenti

· 7 Febbraio 2026


Questa settimana, a “Parlando liberaMente”, la nostra intervista settimanale con i protagonisti della politica, dell’attualità, del giornalismo, Giovanni Sallusti discute con Francesco Giubilei – editore, presidente della Fondazione Tatarella e firma de Il Giornale – dell’attualità politica italiana, dal decreto Sicurezza varato dal governo Meloni dopo i tragici fatti di Torino all’addio di Roberto Vannacci dalla Lega.

“Credo che il decreto Sicurezza sia necessario, perché prevede una stretta su alcuni temi su cui bisognava intervenire. Pensiamo, per esempio, al tema del fermo preventivo, che si rivolge, per un periodo limitato, a persone già attenzionate alle forze dell’ordine che potrebbero partecipare a manifestazioni in cui potrebbero provocare atti di violenza. Un altro tema sono le maggiori tutele alle forze dell’ordine. Per non dire del divieto della vendita dei coltelli ai minorenni. Tutto questo però non può prescindere dal ruolo dei magistrati che, se continuano a scarcerare i delinquenti, di certo non aiutano a tenere a bada queste situazioni pericolose. Penso che il governo Meloni stia operando nella direzione giusta”.

“Rimane incredibile l’accusa mossa dall’opposizione contro l’esecutivo, cioè che la colpa delle violenze dei militanti di Askatasuna sarebbe del ministro Matteo Piantedosi, perché ha sgomberato il centro sociale torinese. Peggio, sarebbe addirittura colpa della polizia, perché non ha fermato quei violenti che hanno preso a martellate gli stessi poliziotti. Io, semmai, mi interrogherei sui molti che non sono nemmeno riusciti a condannare quegli assalti, un silenzio complice. Pensiamo a Zerocalcare, che addirittura ha composto il manifesto di quella protesta, o al parlamentare Marco Grimaldi di Alleanza Verdi-Sinistra, e ad altri consiglieri comunali e regionali che hanno partecipato alla manifestazione. Penso che tutti loro abbiano una complicità morale rispetto a quanto è accaduto: se si scende in piazza a sostegno di queste persone, si sa già dalle premesse come va a finire”.

“Non so nemmeno quanto poi potrebbe pagare da un punto di vista elettorale, visto che gran parte degli antagonisti non va neanche a votare, o comunque non votano per forze politiche che ritengono essere compromesse. C’è poi da considerare il fatto che esiste una fetta consistente di italiani moderati che giudica negativamente queste complicità e quindi anche un eventuale prossimo governo retto da chi ha complicità con questi mondi. Chi si alza la mattina per andare a lavorare, rispetta le regole e paga le tasse non li voterà. Se uno avesse parlato con un qualsiasi commerciante di Torino che quel sabato andava a fare il proprio lavoro, avrebbe ricevuto il racconto di una città completamente ostaggio di questa gente”.

“Il referendum sulla riforma della giustizia non è contro la magistratura in sé, ma punta a far sì che le toghe che svolgono correttamente il proprio lavoro lo possano fare in condizioni migliori rispetto a quelle attuali, in cui c’è evidentemente una serie di ‘strutture’ all’interno della magistratura. C’è un sistema delle correnti da smantellare, con la divisione del Csm. Non capisco perché ogni volta che si prova a mettere mano al tema della giustizia emerga una ‘lesa maestà’ a danno dei giudici e dei pubblici ministeri: non è possibile che non si riesca a intervenire complessivamente sul tema della giustizia”.

“La scissione nella Lega? Roberto Vannacci ha ripetuto per mesi – e fino a pochissimi giorni fa – che non avrebbe mai lasciato la Lega e non avrebbe mai tradito Matteo Salvini: ma lo ha fatto, quindi non è più credibile. Soprattutto se esce dalla sua metà campo, perché alle elezioni politiche del 2027, che saranno basate su uno schema bipolare, in cui su tanti colleghi ci potrebbe essere un testa a testa, un partitino come il suo, tra il 2% e il 3%, potrebbe fare un favore alla sinistra. Dubito che possa rientrare in una coalizione di centrodestra. Poi, per carità, può succedere di tutto: ma sarebbe abbastanza incoerente anche poi da parte dello stesso Vannacci strizzare l’occhio all’alleanza dopo che ne è uscito sbattendo la porta”.


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