“Bossi morto? Una fortuna”: il consigliere Pd delira. E Elly tace

· 29 Settembre 2026


Cari ascoltatori, il diavolo si annida nei dettagli: l’essenza dei fenomeni politici a volte si coglie non tanto sui palcoscenici in bella vista, dove ognuno arriva impomatato con la lezioncina pronta, quanto nei consigli comunali di provincia, nei momenti a margine dei riflettori in cui si fa politica sul territorio, e quello che si è autenticamente esce.

Parliamo delle anime belle, di quelli che predicano “restiamo umani”, religiosi dell’inclusione, che accusano l’avversario di razzismo, sovranismo, cattivismo, e si autoproclamano moralmente migliori. E ci riferiamo all’obbrobrio che s’è visto al Consiglio comunale di Reggio Emilia: il consigliere del Pd Antonio Casella stava rimbrottando un collega di centrodestra che aveva due torti, essere meridionale ed essere nella coalizione cui appartiene la Lega, la quale secondo l’illuminato politologo Casella considera ‘inferiori’ le persone meridionali, cosa ovviamente non vera. Casella subito dopoha fatto di peggio, ha detto “per fortuna il suo ideatore è stato chiamato dal Signore pochi mesi fa”: Casella in pratica si è rallegrato della morte di Umberto Bossi, fatto che egli ha giudicato positivo per il benessere del cosmo e dei moralmente giusti.

Ora, prima di tutto il merito della questione è falso, basta una breve ricerca in rete per imparare che la moglie del senatùr, Manuela Marrone, era siciliana, e che Bossi non ha mai espresso deliri etnici o una presunta superiorità di qualcuno rispetto a qualcun altro. Bossi ha posto per primo, ed è un merito che li riconoscono tutti gli analisti, una questione chiave dell’impalcatura repubblicana: lo squilibrio noto come centralismo, che ha aggravato nei decenni sia la questione settentrionale sia la questione meridionale. Quindi è falso che lui abbia prodotto una narrazione sull’inferiorità etnico-geografica di qualcuno; piuttosto ebbe un grande colpo di lucidità politica che stanava un irrisolto del Paese.

Fino a che Casella sbaglia lettura, è greve e offensivo. Ma la conclusione, il felicitarsi della scomparsa dell’avversario politico, è inaccettabile. Pensate se un consigliere comunale della Lega, per esempio a Bergamo, avesse dichiarato “per fortuna il nostro Signore ha chiamato sé Emma Bonino”: a giusta ragione sarebbe prima notizia su tutti i siti, additato alla pubblica opinione, ne verrebbero chieste le dimissioni e la Lega di certo lo accompagnerebbe all’uscio.

Invece le frasi del consigliere Casella sono sfumate in una breve in cronaca; e dopo ore, nonostante la Lega abbia posto un tema di decenza umana, prepolitica, dai vertici emiliani del Pd non è volata una mosca, men che meno da Ellie Schlein, capa delle anime belle, di quelli che restano umani. Nessuno ha detto qualcosa, Casella è ancora consigliere comunale. Evidentemente al Pd va bene che uno dei suoi si dichiari contento quando muore un avversario. Pensate se non erano i buoni e giusti….


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