Generale, dietro la Calabria non c’era la Sassonia
Giovanni Sallusti · 28 Settembre 2026
Cari ascoltatori, questa sera il motivetto di degregoriana musicalità potrebbe essere “Generale, dietro l’Aspromonte non c’era la Sassonia”, dopo le ultime pazzotiche settimane di campagna elettorale per le elezioni suppletive in Calabria. Roberto Vannacci aveva detto “faremo come Afd in Sassonia, anzi meglio, staremo sopra il 43%”. E invece i dati dicono di un’ampia vittoria del centrodestra con Fabio Roscioli, con il 51% abbondante; a circa 15 punti di distanza arranca il candidato del campo largo Frank Benedetto e il candidato del futuro nazionale è in coda, con meno dell’11%.
I toni pre-elettorali di Vannacci alla fine sono risultati decisamente iperbolici, come lo era il racconto dei media mainstream che in queste suppletive vedevano l’opa del generale, il sorpasso dell’ “onda nera” (che nel caso del generale è immagine anche azzeccata). Abbiamo il sospetto che tutta questa fanfara vannacciana mainstream fosse strumentale in chiave anti-governo e anti-centrodestra.
Con un’affluenza poco sopra il 22%, dato non scandaloso per delle suppletive, i risultati potevano essere questi: Vannacci con il suo candidato Domenico Giannetta, ex capogruppo di Forza Italia e sulla carta uomo forte in Calabria, poteva avere la meglio; oppure, come variante, Vannacci e Giannetta non vincevano ma riuscivano a far perdere il centrodestra, raccogliendo un patrimonio politico che da domani mattina avrebbe fatto parlare di indispensabilità di Futuro nazionale. Oppure, come è accaduto, poteva emergere che Futuro nazionale, Vannacci e Giannetta in Calabria sono irrilevanti: non hanno vinto, non sono riusciti a far perdere il centrodestra, non hanno mosso nulla.
Siamo di fronte a un caso di scuola quanto a scissione fra la realtà e il suo racconto, che tanto spesso è interessato e fuorviante. E infatti, generale, dietro la Calabria non c’era la Sassonia.