Le due facce della Storia: Trump e gli zombie europei dello zerovirgola

· 22 Settembre 2026


Cari ascoltatori, la cronaca di stasera registra che da una parte c’è l’orco con i piedi piantati nella Storia, dall’altra ci sono gli zombie dello zerovirgola. L’orco, per proclamazione del media progressista collettivo, è Donald Trump, che per costoro è causa di tutti gli squilibri e le nefandezze globali, ma che – con tutti i suoi difetti e tutte le sue posture e gli stop and go che a volte ci confondono, per esempio sull’Iran – oggi ha tenuto un discorso all’Onu con cui ha dimostrato di essere su più fronti connesso con le priorità, con lo svolgimento della storia che si fa in diretta.

Per esempio, oggi Trump ha firmato l’accordo con la premier della Danimarca e il premier dell’isola autonoma della Groenlandia, con cui ha messo fine a una questione che si è trascinata per mesi in un’altalena di toni irrituali e anche violenti, ma il cui obiettivo geopolitico è sempre stato ben a fuoco: l’America deve aumentare il suo controllo sulla Groenlandia, per tenere fuori dall’orbita russo-cinese quella terra decisiva per le nuove rotte dell’Artico, che è l’accesso all’emisfero occidentale, dove si gioca la partita dell’energia e delle terre rare. Trump ha detto che verranno costruite due nuove grandi basi americane, un punto geopolitico pesante contro l’offensiva delle autocrazie sull’Artico. Ed è un’ottima notizia per il mondo libero.

Il presidente Usa ha poi parlato del tema dei temi, l’intelligenza artificiale, chiamandola “super intelligenza”, voce che comparirà così nei documenti americani. Ha chiarito che questa è la partita geopolitica, tecnologica, militare, ha ribadito che gli Stati Uniti sono davanti a tutti, anche davanti al maggior competitor globale, la Cina, e che hanno intenzione di rimanerci: altra buona notizia. Ha poi definito Cuba “Stato fallito” che cadrà: sarebbe un’ottima notizia per i cubani oppressi da decenni di regime comunista.

Ha anche parlato di Ucraina e Russia, spronando i contendenti a trovare una pace che giudica ineluttabile; ha rivendicato l’operazione contro l’Iran che considera ancora, almeno in parte, la centrale operativa del terrore, e che sappiano essere stata all’origine di tragedie come il 7 ottobre. Trump può piacere o no, lo si può contestare, ma ha dimostrato di capire la storia, alla quale si stanno affacciando un nuovo scontro fra potenze e una nuova guerra fredda. Non solo: come aveva previsto Henry Kissinger, sarà più pericolosa della prima, perché la Cina è anche un grande concorrente economico, e non c’è più un equilibrio fra le parti, ma faglie di rottura che tendono a sommarsi. È il grande sconto di civiltà annunciato da Samuel Huntington, che esplode in più focolai.

Di qua dall’oceano, invece, ci sono gli zombie dello zerovirgola, che stanno a Bruxelles: sono quelli le cui regole faranno sì che l’Italia non rientrerà neanche quest’anno dalla procedura di infrazione. L’Istat ha certificato un rapporto deficit al 3,1 e quindi per uno 0,1% l’Italia sarà ancora prigioniera di gabbie contabili, asettiche, burocratiche, anacronistiche rispetto al quadro globale, alla Storia che ribolle di cui ha parlato Trump.

I burocrati di Bruxelles ci vogliono imprigionati in un’altra era. Noi non auspichiamo lo sbraco finanziario, le spese a cascata, fra bonus, superbonus e sussidi alla Conte; ma nemmeno di essere incatenati allo zerovirgola dagli zombi dell’eurocrazia. Come ha detto oggi anche Matteo Salvini, non si riesce a capire perché nel 2026 la seconda potenza industriale d’Europa debba dipendere dalla logica di uno 0,1 per sapere se può o non può investire nel suo futuro, soprattutto di fronte a tensioni geopolitiche, alla grande battaglia sull’energia, dove peraltro l’Europa è ultra-indietro rispetto agli Stati Uniti che hanno conquistato l’autonomia energetica. Nei prossimi giorni Trump e Xi Jinping si incontreranno, ma intanto l’Europa deve uscire una volta per tutte dai feticismi dello 0,1. La Storia oggi era a New York nel discorso di Trump, la follia burocratica sta sempre e comunque a Bruxelles.


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