Toga-choc: le utilitarie sono “da mafiosi”. Proprio dopo lo stop al bollo, ma è un caso…
Giovanni Sallusti · 17 Settembre 2026
Cari ascoltatori, oggi abbiamo le “ultime da magistratolandia”, questa stazione in un’altra galassia, dove, per dire, a volte vengono rimessi in libertà i molestatori di ragazzine o viene rinviata al 2032 l’udienza per il ricorso di un’immigrata cui non è stata concessa la protezione, la quale quindi è libera di restare qui. Ecco, da quel pianeta è arrivata una clamorosa coincidenza.
La notizia è questa: oggi la dottoressa Ida Teresi, sostituto procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, nonché componente del comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati, ha pubblicato su Facebook un post assai interessante, un ragionamento eccentrico che riguarda l’automobile e i tipi umani che pare preferiscano certe categorie di automobili. “Le auto piccole sono tipicamente utilizzate da ricchi narcotrafficanti e ricchi mafiosi, e quasi sempre le uniche formalmente intestate. Quelle grosse, chiaramente, a prestanomi”.
Insomma, l’utilitaria che, nella nostra ingenuità di persone terrestri, noi pensavamo fosse guidata da gente che va al lavoro, operai, insegnanti, famiglie che fanno la spesa, che vivono nella trincea dell’economia italiana, invece è tipicamente la preferita dai criminali ricchi. Il post è uscito, per pura coincidenza, proprio nelle ore in cui il governo, notoriamente non amato dall’Anm che è un pezzo ideologico di magistratura (quindi immaginiamo neanche dalla dottoressa Teresi, che fece campagna contro la riforma Nordio), ha eliminato il bollo auto per il 70% delle vetture italiane, in primis le piccole cilindrate di cui sopra.
Se qualcuno non avesse riconosciuto la pura coincidenza dei due fatti e si fosse inoltrato in una lettura maliziosa, avrebbe potuto rilevare che nel giorno in cui un governo di centrodestra vara un provvedimento in favore dei proprietari di piccole vetture, una magistrata dichiaratamente avversaria ideologica del centrodestra dice che dietro le piccole vetture ci sono i narcotrafficanti e i mafiosi.
Ma la dottoressa Teresi ha chiarito subito che questa sarebbe “una lettura troppo maliziosa, il post che avevo pubblicato stamattina non era in alcun modo riferito alla decisione adottata dal governo di abolire il bollo auto”. Una tempistica davvero sfortunata, su 365 giorni a disposizione in un anno, beccare proprio questo. La dottoressa Teresi ha anche chiarito che “si trattava di una riflessione più ampia sulle abitudini di narcotrafficanti ed esponenti della criminalità organizzata”. E il caso ha voluto che quando si è trovata a riflettere su Facebook sui costumi dei criminali, incappasse nella loro passione per le auto di piccole dimensioni, che però sono anche le stesse che ricadono nel provvedimento del governo. Davvero una gran sfortuna. Non fate illazioni.