Nel governo più longevo il miglior risultato nella storia della Lega: l’autonomia

· 4 Settembre 2026


Cari ascoltatori, oggi vorremmo unire due dati reali, che messi insieme danno una lettura politica. Oggi il governo di centrodestra presieduto da Giorgia Meloni ha segnato il record di longevità nella storia della Repubblica: felice anomalia, dal momento che in passato, soprattutto in una certa stagione della prima Repubblica, gli esecutivi italiani hanno passato la soglia della comicità: i governi balneari, i governi di pochi mesi, i governi nati già abortiti. La continuità e stabilità di governo è di per sé un valore, mostra credibilità ed esercita attrattività verso gli investitori; già solo avere sotto controllo i conti pubblici in Italia equivale a un mezzo miracolo.

Il secondo elemento è che nella coalizione di questo governo-record c’è la Lega, che produrrà il maggior risultato politico della sua storia sulla sua questione fondante: la riforma dell’autonomia, che mira a stravolgere in meglio e ridisegnare l’assetto istituzionale dello Stato. A differenza di altre riforme che sono finite impantanate o bocciate via referendum, l’autonomia sta arrivando in porto: è già stata approvata e sono già state votate le pre-intese con le prime Regioni che hanno attivato il dispositivo, regioni del nord: il Veneto ha appena dato l’ok, la Lombardia lo farà a ruota, e seguiranno altre. Poi si passerà al voto finale in Parlamento.

Fra l’altro, queste pre-intese riguardano ambiti specifici, ma molto rilevanti per la governance dei territori: per esempio la protezione civile, poi le professioni (pensate quanto è ampio al nord il comparto delle libere professioni); e poi la previdenza complementare integrativa, sempre più decisiva. Seguono i temi di amministrazione, il coordinamento della finanza pubblica in materia di sanità e il sistema tariffario: non sono quisquilie, sono alcune direttrici principali del governo dei territori.

È vero che la politica è anche figlia del compromesso, e che al governo ci sono forze con storie diverse, seppure l’affinità valoriale di fondo resti, al netto delle diverse sfumature. Esiste in una certa destra un residuo di cultura statalista, è tuttora presente in Fratelli d’Italia. Ma la Lega è nata per mettere in discussione il vero peccato originario della Repubblica: l’assetto centralista che in varie maniere rema contro i territori produttivi tanto quanto contro i territori che sono bloccati in una forma di assistenzialismo malsano. Con questo governo la Lega incassa il miglior risultato sulla sua ragion d’essere: è cronaca, è politica, e vale più dei retroscena e delle guerre interne…


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