Occhio, adesso a Ceuta spunta perfino Hamas

· 11 Agosto 2026


In questa puntata di “Capitaneria di Porto”, Antonino D’Anna dialoga con Francesca Musacchio sulla crisi dei migranti a Ceuta e dei forti rischi legati al terrorismo islamico, dopo l’allarme lanciato dai servizi segreti europei sui possibili collegamenti con Hamas.

“Quello che sta succedendo in questi giorni ha aperto a un serio rischio di infiltrazione di Hamas attraverso una rotta che porta direttamente da Gaza al Nord Africa – e quindi in Marocco – generato dall’ingresso di migliaia di immigrati a Ceuta. È vero che quel territorio non fa parte dell’area Schengen, e quindi non c’è la libera circolazione, però va da sé che tutta questa gente in quel fazzoletto di terra non ci può stare e quindi prima o poi queste persone da qualche parte dovranno andare. In teoria tornare indietro…”.

“Da qui, l’allarme che stato è lanciato dall’intelligence secondo cui tra queste persone che arrivano c’è un altissimo rischio che arrivino terroristi di varie provenienze, tra le quali anche infiltrati di Hamas. Teniamo conto che, per la liberazione degli ostaggi israeliani, lo Stato Israele è stato costretto a barattare gli ostaggi vivi e morti con il rilascio di molte centinaia di palestinesi che si trovavano dentro le loro carceri e che ora sono tornati in circolazione. Di questi, infatti, ne sono stati segnalati diversi, già in precedenza arrivati in Marocco clandestinamente; di altri si sa che si trovavano inizialmente in Egitto, poi se ne sono perse le tracce. Il rischio che possano arrivare in Marocco e poi a Ceuta è elevatissimo. Del resto, loro non arrivano nell’enclave spagnola con il documento d’identità o il certificato di rilascio da parte di Israele; arrivano come anonimi”.

“Prima di identificarli, tendenzialmente vengono etichettati come dei palestinesi che secondo il ‘grande cuore della comunità europea’ sarebbero vittime di quei cattivoni degli ebrei. Di conseguenza, verrebbero destinati a un trattamento di rifugiati tramite modalità che si avvicinano molto alle corsie preferenziali. La domanda allora da porci sarebbe: siamo sicuri che vada tutto bene? Siamo certi che questo modo di trattare i richiedenti asilo che arrivano da Gaza sia corretto? Non è che forse converrebbe un supplemento di indagine?”.

“Non dimentichiamo che in Italia (ma anche in altre parti d’Europa) esiste una specie di mondo che evidentemente vede questi estremisti di buon occhio, li considera degli idoli. E, come se non bastasse, c’è pure qualcuno che acquista su internet le magliette con i simboli di Hamas o anche con la stampa del volto di Bin Laden. Questo è quello che si vende online ed è terribile: bandane, felpe e tutti i gadget immaginabili sono liberi, accessibili a chiunque. Nessuno censura o vieta questo tipo di vendite ed è davvero inquietante”.


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