Da Roma a Torino, i sindaci dem odiano la proprietà privata e amano i centri sociali

· 6 Agosto 2026


Cari ascoltatori, non c’è niente da fare, anche la sinistra “non” antagonista – sempre che esista ancora – che nelle amministrazioni delle grandi città pure comprende riformisti e moderati, continua ad avere enormi problemi con il concetto di proprietà privata e con l’idea di legalità; di contro, prova istinti amorosi irrefrenabili per i centri sociali e l’illegalità in cui costoro sguazzano. Ecco le due notizie allarmanti che lo rivelano.

Su La Verità è stato pubblicato un articolo sul nuovo piano del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, per far rientrare dalla finestra i galantuomini di Askatasuna che erano stati sbattuti fuori dalla porta dopo lustri di abusivismo: il Comune di Torino produrrà un bando per il futuro dello stabile di via Regina Margherita, storica sede occupata dai suddetti galantuomini, e incubatrice della guerriglia (anche no-Tav). Questo bando, nota La Verità, non prevede una clausola anti-violenti o anti-morosi, non prevede uno sbarramento a gruppi contaminati con l’antagonismo che in passato abbiano violato la legge in quell’edificio.

Insomma, manca una clausola anti-Aska, che dovrebbe invece essere la premessa per il ripristino della legalità in quel palazzo. Nel bando si allude anzi a un percorso per destinarlo ad “attività di carattere sociale, educativo, ricreativo e aggregativo così da generare nuove opportunità di inclusione”: una supercazzola generica che può aprire la strada al falso mito della socialità di Askatasuna e di chi la fiancheggia, incluso un comitato di quartieri. Insomma è concreto il rischio questi qua rientrino grazie a un bando ritagliato ad hoc dal comune.

C’è poi la storia surreale dello Spin time, un grande palazzo romano dal 2013 occupato abusivamente da 400 persone, provenienti da 27 Paesi diversi (importante citare questa cosa, fa tanto inclusione internazionale, per cui parlarne male è subito tabù). L’edificio è di proprietà del fondo di investimenti immobiliari InvestiRE Srg, ed esiste una sentenza del 2021 che condanna il Ministero dell’Interno a un risarcimento di 21 milioni di euro (soldi dei contribuenti) per questa occupazione prolungata, tollerata e coccolata dalla sinistra capitolina. Adesso l’ideona del sindaco Roberto Gualtieri, lo schitarratore e storico dilettante – avrebbe dovuto dedicarsi ai suoi hobby per il bene dei romani – è di comprare questo palazzo con soldi comunali, cioè dei cittadini romani, per ridarlo agli occupanti che ora stanno dormendo in strada e protestando a oltranza, senza averne alcun titolo giuridico. Ci sono casi drammatici di persone che davvero hanno bisogno di una risposta sulle abitazioni, ma il percorso corretto è essere nelle graduatorie, stare nella legalità. Il Comune di Roma invece non riesce ad assegnare 10 mila degli 81 mila edifici di edilizia popolare, ma vuole comprare il palazzo occupato con soldi pubblici per ridarlo agli occupanti abusivi.

Se unite queste due storie vi renderete conto quanto è radicata l’attrazione fatale della sinistra per i centri sociali, per l’antagonismo, per l’illegalità, e quanto lorsignori sono refrattari al concetto di proprietà, che è sinonimo di libertà. Anche nelle questioni amministrative, è una sinistra sempre più estremista.


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