La soluzione di Berlino contro il terrorismo: l’islam nelle scuole!

· 30 Luglio 2026


Cari asocltatori, se il signor Kai Wegner fosse un comico, la sua proposta sarebbe divertente: humour nero con una bella dose di surreale. Ma il signor Kai Wegner è il sindaco di Berlino: e all’indomani dell’attentato di matrice islamista nella sua città, ha davvero proposto di introdurre l’insegnamento della religione islamica nelle scuole. Lo scopo, egli dice, sarebbe combattere il rischio terrorismo (negli ultimi decenni la Germania è stata uno dei Paesi più colpiti) e anche il pericolo del fondamentalismo estremista, della radicalizzazione nelle seconde generazioni, fenomeno che connota la nostra contemporaneità.

Questa trovata di insegnare ufficialmente l’islam nelle scuole statali tedesche (notizia che trovate per esempio sul sito del Giornale) sarebbe il modo che Wegner ha escogitato per sottrarre i giovani musulmani agli ambienti radicali: “Ci sono sempre giovani che vengono radicalizzati attraverso contatti nelle cosiddette moschee di cortile. Quindi portiamo quell’alfabeto dentro l’istruzione di stato tedesca, perché in questo modo l’Islam nelle scuole verrebbe sottoposto al controllo statale”.

Qui emerge in tutta la sua drammaticità la miopia di proposte del genere. Anzitutto si pone il tema dell’identità della nostra civiltà, che dovrebbe essere trasmessa proprio dal sistema scolastico europeo nonché occidentale. Se è previsto in tutta Europa l’insegnamento della religione cristiana (peraltro facoltativo), è perché il Cristianesimo è profondamente legato alla nostra identità, alla civiltà, alla cultura, alle arti europee, a tutte le forme d’espressione che l’Europa ha sviluppato nei secoli. Un nesso che neppure la follia politicamente corretta finora è riuscita a rimuovere del tutto.

Perché, invece, bisognerebbe insegnare la religione islamica nelle scuole tedesche ed europee? Qual è il nesso? Perché allora non insegnare qualunque altra religione? L’idea di Wegner fa saltare il corretto approccio laico all’insegnamento della religione, appunto quello del suo significato culturale, con il più il grande abbaglio che così lo si sottoponga al controllo statale.

Non è un caso, d’altronde, che siano usciti sondaggi, anche in Germania, che dimostrano come la maggioranza degli studenti di religione islamica, soprattutto di seconda generazione, gradirebbe l’applicazione della sharia. Ed è la stessa cultura islamica, anche nel Corano, a non prevedere che esista il controllo statale, che lo Stato sia sopra alla religione: sarebbe quindi mettersi in casa qualcosa che nega alla radice il modello con cui si sta cercando di fare integrazione. Non è integrazione, è disintegrazione.

Questa iniziativa di Wegner darebbe sponda anche a uno schema d’azione complementare con l’islamismo estremista e violento, cioè l’islamizzazione ‘dolce’, capillare, che si appoggia e si diffonde passando dai gangli della società democratica e del nostro modo di vivere, tra cui il sistema scolastico. È il progetto che la Fratellanza musulmana da decenni cerca di mettere in pratica, per cambiare il volto antropologico dell’Europa. Ed è la profezia di Michel Houellebecq: non si arriva alla sottomissione a furia di furgoni contro la folla, ma con la penetrazione, lo snaturamento quotidiano dell’abc culturale e valoriale delle nazioni europee.

Per cui non è un caso se in questi giorni altri sondaggi, soprattutto in Germania, mostrano uno slittamento di gradimento della comunità omosessuale verso i partiti di estrema destra, anche per AfD: perché di fronte a una minaccia sempre più incombente, al disconoscimento non solo delle sue ragioni, ma anche delle persone fisiche da parte dell’islamismo, fino alle deflagrazioni terroristiche, quella comunità guarda a chi promuove sicurezza dei cittadini e presidio dell’identità europea e tedesca. D’altronde di AfD si può pensare quello che si vuole, ma è un partito presieduto da una donna dichiaratamente lesbica, quindi il consenso degli omossessuali è anche più coerente; mentre non lo è che il sindaco di Berlino, cristiano democratico della Cdu, non un estremista di sinistra, abbia come risposta principale all’attentato islamista la diffusione dell’islam nelle scuole. Una comicità tragica, e non se accorge nemmeno.


Opinione dei lettori

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *





Ti Potrebbe Interessare


Radio Libertà

Background