Regola sinistra: nel dubbio, sempre contro le divise
Giovanni Sallusti · 20 Luglio 2026
Cari ascoltatori, il teorema della sinistra è condensabile facilmente così: nel dubbio, sempre contro la polizia, nel dubbio sempre con i criminali. È una semplificazione, sì, ma è figlia dalla cronaca di questi giorni. La notizia più recente è che a Bologna un uomo di 43 anni, il marocchino Abderrahim Fakir, è morto mentre gli agenti lo stavano arrestando. Il fatto è avvenuto ieri al Pilastro, quartiere complesso che vive una convivenza molto difficile tra comunità immigrate e cittadini bolognesi.
A chiamare il 113 erano stati alcuni residenti dopo che l’uomo aveva dato in escandescenze, tant’è che quando la volante è arrivata sul posto avrebbe colpito anche la macchina: a quel punto gli agenti, come da prassi, hanno spruzzato all’uomo lo spray urticante e lo hanno messo in sicurezza a terra con le fascette ai polsi. In seguito a queste operazioni l’uomo è deceduto: non si sa se utilizzasse sostanze stupefacenti, se abbia avuto un arresto cardiaco, di certo è una tragedia, è venuta a mancare una vita umana. I fatti verranno verificati e ovviamente la polizia ha messo le bodycam degli agenti a disposizione della magistratura.
Come prevedibile (e comunque fastidioso) si è subito incendiato il circo equestre della sinistra, dei suoi giornali, dei suoi partiti, a cominciare da Repubblica, che titola “Morire nelle mani dello Stato”. Segue una carrellata di capi, capetti e sottocapi del progressismo, come Francesco Boccia: “Fare subito chiarezza, non si imiti il modello Ice”, e te pareva che non venisse fuori l’Ice, che non c’entra nulla, che usa procedure diverse ed è un’agenzia differente, non replicabile in Italia. Ma pur di fare propaganda antidivise, nel calderone ci si mette tutto. Al coro si è unito anche il sindaco di Bologna Matteo Lepore, forse l’unico che riesce a battere la sua segretaria Elly Schlein nella gara di supercazzole ideologiche. Ancora Repubblica: “Il sindaco Lepore oggi in piazza: giustizia per Abderrahim Fakir”, è l’unico cruccio del sindaco. È un processo politico, mediatico, intellettuale alle divise, che per costoro evidentemente sono colpevoli a prescindere: l’empatia non va mai nella loro direzione.
Sul caso Roggero, poi, è partito un automatismo di segno opposto: zero empatia per il gioielliere soggetto a sette rapine, i suoi familiari picchiati, minacciati di morte anche nell’ultimo episodio, vale a dire una situazione che evidentemente ha esasperato e sottoposto a uno stress inaudito il gioielliere. Ma tutto questo per lorsignori non conta, anzi, non hanno pronunciato parola nemmeno sull’altra abnormità della sentenza Roggero, i 780 mila euro che dovranno essere dati ai parenti dei rapinatori, cioè criminali. Questo per lorsignori è normale, così come prendersela con un lavoratore, padre di famiglia coinvolto in un meccanismo tragico che non avrebbe certo voluto.
Tutta la loro empatia va in esclusiva al povero marocchino: nessuno è ovviamente contento per quello che è accaduto, ma non si può ignorare che il loro automatismo ideologico è ‘sempre contro le divise’, mai con chi difende la nostra sicurezza, si sta sempre con criminali o presunti tali. Ma è un teorema che non sta in piedi, d’altronde tutti i sondaggi sul caso Roggero lo dimostrano. La sinistra sempre contro le divise e a occhi chiusi sui criminali è sempre più una posizione fuori dalla realtà degli italiani.