“Parlando liberaMente” con Gino Zavalani/ I due Sigfrido: capriole fra realtà e finzione

· 18 Luglio 2026


Questa settimana, a “Parlando liberaMente”, la nostra intervista settimanale con i protagonisti della politica, dell’attualità, del giornalismo, Giovanni Sallusti discute della cronaca politica e nazionale – in particolare analizzando la vicenda di Sigfrido Ranucci – con Gino Zavalani, direttore editoriale di Esperia Italia.

“Nel suo libro autobiografico, uscito due anni fa, Ranucci ha raccontato parti della sua vita personale mischiandole alle sue inchieste. In queste narrazioni private sono emersi elementi che ci hanno lasciato molto perplessi. A un certo punto, infatti, lui parla di una stagista di Report – tale Caroline – con la quale ebbe una relazione. Una volta scoprì un tradimento di Ranucci, scappò dalla stanza di hotel dove si trovava, e venne tragicamente investita da un suv, perdendo la vita. Nel capitolo successivo parla di un’altra donna chiamata Emilia, sempre conosciuta nel contesto lavorativo, che era una fonte di Report e anch’essa diventata la sua amante. Il problema qua non è il gossip, ma come si è innestato il rapporto che il giornalista aveva con le fonti, riallacciandoci evidentemente al caso Lavitola”.

“Noi di Esperia abbiamo provato a porgli delle domande molto specifiche sul fatto che esistessero delle parti sia romanzate sia vere, senza tuttavia mai specificarlo ai lettori. Ed è evidente che se uno mischia le sue inchieste alla vita privata, vuol dire che potenzialmente possono esistere delle parti di finzione anche all’interno dei capitoli legati ai suoi scoop televisivi. Anche perché lui dichiara che questa Caroline sia stata il suo braccio destro durante il servizio su Flavio Tosi, e ha aggiunto che ha voluto saldare un debito con i suoi ascoltatori raccontando la vita privata e utilizzando il metodo Report su se stesso. Quindi, in teoria, avrebbe dovuto essere rigoroso”.

“Insomma: o c’è la realtà o c’è la finzione. Tenuto anche conto che Giacomo Amadori de ‘La Verità’ ha tirato fuori un terzo nome: Lavinia. Pare anche che nelle carte processuali sull’attentato a Ranucci a un certo punto spunti il nome L. come possibile pista amorosa di questa bomba. Nel libro si fa riferimento a questa Lavinia come una sorta di 007 vicina a dei uomini potenti. Questo filone, naturalmente scollegato da quello giudiziario su Valter Lavitola, può aprire un altro tema enorme: un intreccio pieno di dubbi che lo stesso Ranucci dovrebbe sciogliere, se solo volesse rispondere alle domande”.

“Anche gli stessi redattori di Report non possono non porsi certe domande su questo caso così importante e di interesse pubblico. Del resto la Rai, che ha compreso subito il cortocircuito interno, non ha potuto tapparsi gli occhi davanti a questa vicenda e ha sospeso le repliche estive. In quest’ottica Ranucci sta cercando di mettere sempre davanti a sé la trasmissione e la squadra quando parla di questo fatto: li coinvolge in tutti i post social, che scrive sempre con il logo ufficiale di Report. Però non è giusto che lui parli a nome dell’intero programma e di tutta la rete. Quando ho provato a contattare qualche suo collega della redazione, ho notato che il nervosismo era palpabile. Quindi tutta questa solidarietà nei suoi confronti, in verità, non esiste”.


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