L’unica vera notizia è che Saman ha avuto giustizia

· 15 Luglio 2026


Cari ascoltatori, giornaloni e opinionisti sono appesi allo psicodramma della legge elettorale, dell’emendamento sulle preferenze con tutte le domande del dopo-sconfitta, sull’arrivare più preparati, su Marina Berlusconi che non gradiva, eccetera: insomma Paese reale zero, questo è un domino tutto interno al Palazzo.

Che cosa conta invece per un Paese reale? Contano i modi della convivenza, le trincee valoriali da cui non può smobilitare, pena la rinuncia alla sua identità. Per questo oggi c’è una notizia nettamente più importante di qualsiasi voto in aula sulla legge elettorale: la Corte di Cassazione ha confermato la condanna all’ergastolo per i genitori di Saman Abbas, la diciottenne pakistana che venne uccisa barbaramente a Novellara la notte del 30 aprile 2021. La Cassazione ha confermato la condanna all’ergastolo dei suoi genitori per questo delitto che non va di moda chiamare femminicidio, e comunque sarebbe riduttivo: è un omicidio per ragioni culturali, perché a Saman Abbas non è stato consentito scegliere niente, né la cultura di appartenenza, né come vivere la sua vita. La Cassazione ha anche confermato l’ergastolo per i cugini e la condanna a 22 anni per lo zio.

Il corpo della povera Saman fu ritrovato il 29 novembre 2022, un anno e mezzo dopo la sua scomparsa. Il padre e la madre, è orrendo solo ricordarlo, sono stati ritenuti colpevoli di aver ordinato l’uccisione della figlia, gli altri parenti di averla eseguita materialmente e di aver occultato il cadavere. Che cosa ci dice questa sentenza, oltre a rendere giustizia a una povera ragazza di fronte alla cui fine chiniamo ancora il capo? Ci dice che l’Italia è ancora l’Italia, l’Europa è ancora l’Europa, l’Occidente è ancora l’Occidente.

I genitori di Saman rimproveravano alla figlia di essersi opposta alla pratica barbara dei matrimoni combinati, obbligati con la forza, e di voler vivere all’occidentale, liberamente. Ma in Italia si deve vivere liberi, non ci possono essere i matrimoni combinati, non c’è la sharia: c’è la legge laica della Repubblica, e una diciottenne non può rischiare la vita per mano della sua famiglia perché rea di voler autodeterminarsi, qui vige l’autodeterminazione della donna e della persona. Questa è la notizia che dovrebbe monopolizzare tutte le prime pagine, tutti i commenti di domani. Non sarà così, ma per noi a Radio Libertà, stasera la notizia è questa.


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