Fa l’antirusso ma compra gas record dalla Russia: l’uomo più ipocrita del mondo
Giovanni Sallusti · 14 Luglio 2026
Cari ascoltatori, sarà ipocrisia o dissociazione la sindrome di Emmanuel Macron, che emerge quando si inerpica in questioni geopolitiche, peggio se si tratta della guerra russo-ucraina? Di Macron ne esistono certamente due, come è evidente dalla cronaca. Ieri il presidente francese ha riunito a Parigi 37 Paesi della coalizione dei volonterosi, con l’obiettivo di rafforzare il sostegno militare all’Ucraina, la quale ha retto per un gran pezzo di guerra grazie al sostegno militare americano, e adesso con capacità proprie. Macron però si guarda allo specchio con il cappello da Bonaparte e si è convinto che Kiev stia reggendo per merito suo: così, per dare prova del risveglio strategico dell’Europa alla vigilia della tradizionale parata militare sugli Champs Elysees, al vertice era invitato anche il presidente ucraino Zelensky.
La Francia e l’Ucraina hanno concordato una road map che prevede l’acquisto da parte di Kiev di 16 aerei di combattimento con i relativi armamenti, i primi dei quali dovrebbero volare nel 2028-29, quindi fino ad allora l’Ucraina dovrà arrangiarsi. L’accordo prevede anche la fornitura di radar e la produzione di bombe guidate, missili antiaerei e da crociera. È interessante e un filo inquietante la retorica con cui Macron ha commentato l’accordo: “Sì, la pace è il nostro obiettivo; sì, abbiamo a cuore la libertà e il diritto; e sì, siamo pronti a combattere per difenderli sempre, anche a costo del sangue, se necessario”. Questo discorso è la prova che è da evitare assolutamente la strada che porta a un esercito europeo: Macron decida pure sul sangue dei francesi, ma sul nostro no, sarà un’ovvietà ma è meglio ripetersi.
Meno ovvio è il Macron numero due, quello svelato da un’inchiesta del Financial Times, il quale ha rivelato che nella prima metà del 2026 l’Europa ha importato dalla principale struttura russa di estrazione, che si trova in Siberia, una quantità mai registrata prima di gas naturale liquefatto, assorbendone quasi l’intera produzione: si tratta dall’impianto Yamal Lng, controllato dalla società russa Novatec. È stato raggiunto il livello record di 9,89 milioni di tonnellate nei primi sei mesi dell’anno, il 18% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quindi a guerra ampiamente in corso. Insomma: con la retorica bonapartesca di Macron dispiegata, a pacchetti di sanzioni ampiamente varati, l’Europa quest’anno acquista il 18% in più di gas liquefatto russo rispetto all’anno scorso.
I dati evidenziano il ruolo cruciale che l’Europa continua a svolgere nel mantenere in funzione l’impianto energetico di punta di Mosca, dando quindi un contributo importante alla macchina bellica russa, perché Putin ha riconvertito tutta l’economia in economia di guerra. Tutto questo contro l’Ucraina che Macron dice di voler sostenere, vendendo aerei che voleranno tra tre anni, perché c’è un altro dato, anche peggiore, ed è che i tre maggiori acquirenti di gas russo sono: al terzo posto la Spagna, al secondo il Belgio, e al primo, indovinate, la Francia! La quale nella prima metà del 2026 ha importato 3,6 milioni di tonnellate di gas russo.
Questo è Macron: mentre con una mano si lustra il cappello da Bonaparte alle parate sugli Champs Elysees come inverosimile difensore contro la minaccia russa, al punto da non escludere che venga versato sangue europeo, con l’altra è il maggior acquirente di gas proveniente da Mosca. Monsieur le président, lei è un grande, grandissimo ipocrita.