Lavitola voleva Ranucci a Palazzo Chigi? Siamo oltre il grottesco
Giovanni Sallusti · 8 Luglio 2026
Cari ascoltatori, il cosiddetto affaire Ranucci sta prendendo una piega che interseca pienamente il grottesco. Ci riferiamo al caso dell’attentato al giornalista di Report (cui Radio Libertà al tempo ha espresso immediata solidarietà), per il quale è indagato Walter Lavitola, una figura che compare, scompare e ritorna in quel sottobosco che attraversa cronaca e rapporti romani di vario tipo, nella commedia dei sottopoteri: e infine si è scoperto fosse grande amico ed evidentemente anche una fonte, come è legittimo, dello stesso Ranucci.
La prima componente palesemente surrealista è sottolineata oggi da alcuni giornali (se applicassimo al segugio di Report il suo stesso metodo per raccontare questa storia ci sarebbe materiale per esercitarsi nell’allusione, nell’insinuazione, nel romanzone, insomma il genere che Ranucci ha sempre proposto sul servizio pubblico), con il riassunto di chi è Lavitola. Prendiamo l’elenco comparso su Libero: ex giornalista radiato dall’Ordine, già latitante, poi arrestato per estorsione, coinvolto e processato per corruzione internazionale, tangenti, appropriazione indebita, associazione a delinquere, compravendita di senatori, danno erariale e truffa. Ora, noi siamo sempre garantisti con chiunque, ma capite che di fronte a questo curriculum, lo stesso Ranucci direbbe dell’affare Ranucci delle cose non garantiste…
E poi c’è la perla, apparsa oggi su Repubblica – quindi fonte insospettabile: l’ultima trovata di Lavitola, carezzata da tempo, pensata e ripensata nei dettagli, aveva come protagonista proprio Sigfrido Ranucci. Lavitola sognava il conduttore di Report come il “papa straniero” che può salvare il centrosinistra dal duello Schlein-Conte, un federatore dotato del carisma per vincere le elezioni e arrivare a Palazzo Chigi. Si era anche fatto fare dei sondaggi, consultava esperti e a cena con Ranucci fantasticava “quando tu sarai presidente del Consiglio, io sarò il tuo Gianni Letta”.
Ora noi non sappiamo se questi elementi riferiti da Repubblica siano accaduti davvero, ma è comunque saltato il confine tra realtà e finzione, sembra un racconto di Borges: a latere del caso dell’attentato a Ranucci emerge – durante una cena – il piano di Walter Lavitola, poi indagato per l’attentato, di promuovere il conduttore come Papa straniero del centro-sinistra. Questo è un aggiornamento sostanzioso della commedia all’italiana e il nostro è un Paese meraviglioso, che sorprende sempre, con storie come questa, che riscrivono anche la voce ‘grottesco’ sui dizionari.