Forza Marine, speranza contro eurocrati ed eurabia
Giovanni Sallusti · 7 Luglio 2026
Cari ascoltatori, il nostro commento politico di stasera è concettoso e bizantino così: forza Marine! Ci riferiamo alla conferma in Appello della condanna nei confronti di Marine Le Pen per appropriazione indebita di fondi pubblici nel caso celeberrimo dei cosiddetti falsi assistenti del Parlamento europeo.
La causa verte su un impianto arzigogolato, secondo il quale fondi stanziati dall’Unione europea, adibiti alle strutture di comunicazione dei gruppi, venivano utilizzati per pagare collaboratori che lavoravano anche per il partito di riferimento, Rassemblement National. In pratica un’accusa che ha fondamenta in una terra di nessuno, perché con gli stessi motivi probabilmente sarebbe possibile inchiodare qualunque leader o europarlamentare: menare scandalo e mettere una zeppa giudiziaria perché l’addetto stampa tuo o del tuo gruppo ha scritto un comunicato anche per il partito sembra davvero pretestuoso.
Il centro della questione è che questa condanna ha delle ricadute politiche sull’eleggibilità di Marine. La sentenza emessa oggi prevede tre anni di reclusione complessivi, due sospesi con la condizionale e uno da scontare con il braccialetto elettronico; mentre in primo grado le era stata interdetta l’eleggibilità per cinque anni, quindi non avrebbe potuto concorrere alle presidenziali del 2027, secondo la sentenza d’Appello sarebbero rimasti 15 mesi che però risultano già scontati, quindi si può candidare.
Marine aveva detto che non avrebbe fatto campagna elettorale con il braccialetto elettronico, non avrebbe accettato questa ingiustizia che l’avrebbe limitata anche sotto il profilo logistico: noi ci permettiamo di chiederle di ripensarci, perché ci serve dannatamente, come ci serve l’agenda alternativa che incarna rispetto all’andazzo unico francese, europeo e eurocratico, e perché la Francia è proprio l’incubatore della distopia europea che rischia di travolgere il continente, quella su cui ci ammonisce l’orco Trump, che su questo non ha tutti i torti.
La Francia oggi è lo specchio del rischio Eurabia che incombe su tutti noi, con sobborghi, zone, anche intere città della provincia espropriati dalla sovranità della République, dalla tradizione, dagli usi e costumi, dalle leggi: in alcuni di questi anfratti vige la sharia, inaccettabile nella Nazione dei Lumi. E parliamo di episodi di violenza, di aggressioni con il coltello da parte di immigrati o di seconde generazioni, fenomeno che purtroppo è arrivato anche in Italia. In Francia è in pericolo il senso stesso della sua civiltà e della civiltà europea, il Paese è sul bordo della sottomissione profetizzata anni fa da un suo grande scrittore, Michel Houellebecq; così come i servizi segreti francesi hanno dato l’allarme su un progetto di penetrazione capillare, territoriale – che sfrutta gli appigli forniti dalla società democratica – portato avanti dalla Fratellanza musulmana che ha mire sull’intero continente, cioè renderlo Eurabia.
Marine Le Pen può piacere o no, ma in una situazione così, chi se ne frega se è criticabile per delle postille nel suo programma di governo: lei è quello che serve oggi per fermare questa follia, questo suicidio di civiltà, in Francia e in Europa, è quello che ci serve per svoltare e cambiare questo paradigma. Nella porcata che hanno imbastito si è aperto uno spazio che le consentirebbe di correre alle presidenziali: forza Marine, ripensaci, falla la campagna elettorale.