Dopo Milano, la Francia: accoltellare a caso nuovo sport europeo. Dobbiamo sottometterci?
Giovanni Sallusti · 6 Luglio 2026
Cari ascoltatori, l’aggressione casuale con il coltello sta diventando in Europa un’abitudine quotidiana, proprio nel continente che ha dato i natali ad ammennicoli culturali come la dignità intrinseca della persona, la sacralità della vita, i diritti dell’individuo: oggi questi valori sono esposti all’aggressione spiccia, incontrollabile e terrificante di uomini con il coltello che aggrediscono la gente per strada.
Diciamo questo perché a poche ore dai fatti di Milano, dove un 22enne di origine gambiana ha colpito con 20 coltellate una persona presa a caso mentre usciva da un bar, c’è stato un altro episodio, a Clermont-Ferrand, nel centro della Francia. Il canovaccio è identico: un 34enne sudanese armato di coltello ha aggredito dei passanti nel centro della città, nei pressi della stazione, e ha anche cercato di colpire un poliziotto alla gola, quindi con l’intenzione di uccidere.
L’aggressione ha gettato nel panico la cittadina, inclusi turisti e viaggiatori che passavano di lì. È intervenuta la polizia locale ma questo signore non ha dato segno di calmarsi e ha aggredito i poliziotti, ha cercato di accoltellare alla gola uno di loro. Un altro agente gli ha sparato tre colpi e lo ha ferito in modo non grave, infine l’aggressore è stato arrestato e portato in ospedale. Il bilancio è tre accoltellati, che al momento non risultano in pericolo di vita.
Le Figaro riferisce che costui era già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati, dalla violenza a pubblico ufficiale a minacce di morte assortite. Ma al di là dei dettagli di cronaca, siamo di fronte a una tendenza che è un vero elefante nella stanza, impossibile da ignorare: almeno una volta al giorno qualcuno aggredisce gente a caso con un coltello, e quel qualcuno spesso è o un immigrato, o uno di seconda generazione, o un rifugiato.
Non esprimiamo un giudizio etnico, diamo delle notizie che spesso sono omesse dal mainstream, tutto preso dal dogma dell’accoglienza acritica e con una certa ritrosia politicamente corretta a chiamare i fenomeni con il loro nome, cioè maranza, seconda generazione, comunità non autoctone che prendono il controllo di intere zone d’Europa. Ma a furia di non nominare tutto questo, si finisce con non vederlo più.
Ci rifiutiamo di rassegnarci al fatto che chiunque possano subire un’aggressione casuale con il coltello in una qualunque strada europea: non può essere la nuova normalità, che sia figlia del disagio psichico, della delinquenza comune, o anche di echi terroristici, perché ricordiamo che l’Isis diffonde documenti in Europa dove sprona alla politica dei “100 tagli” da infliggere con i coltelli agli infedeli.
Al momento non risulta ci siano elementi di terrorismo nel caso francese, ma poco incide sulla gravità del gesto: o si accettano questi gesti come nuova normalità, e non si può ovviamente, o si prendono provvedimenti drastici, di tolleranza zero, ma anche sotto zero, in nome della libertà cui i cittadini europei sono affezionati e che rischia di sparire così, non per una grande catastrofe o una guerra, ma per un’erosione quotidiana che porta a una sottomissione strisciante. La nuova normalità della coltellata casuale, no, non la accettiamo.