7 ottobre, dopo 1000 giorni ebrei sempre più in pericolo

· 5 Luglio 2026


In questa puntata di “Zoom” Alessia Trotta, responsabile Università per l’Unione delle Associazioni Italia-Israele, disegna un bilancio con Antonino D’Anna sui mille giorni trascorsi dagli attentati di Hamas del 7 ottobre 2023.

“Quel giorno Israele ha subito un nuovo trauma dopo l’Olocausto, con il pogrom peggiore per intensità e brutalità degli ultimi 80 anni. Il 7 ottobre è un evento che ha segnato un prima e un dopo. A mille giorni da quella data, io credo che il bilancio non possa limitarsi soltanto ai numeri della guerra o alle sue conseguenze militari, perché quel sabato ha modificato gli equilibri del Medio Oriente, ha ridefinito quindi il rapporto tra Israele e il resto del mondo e ha riportato al centro una questione che molti di noi ritenevano ormai che appartenesse al passato: l’antisemitismo”.

“L’odio e la discriminazione contro gli ebrei sono dilagati in tutti i posti: nelle università, nei social network e nel dibattito pubblico. Continuano a colpire Israele e a mettere addirittura in discussione la legittimità stessa della sua esistenza. Ora, infatti, non si contano più le aggressioni in Occidente agli ebrei – ‘colpevoli’ di camminare indossando la kippah – fino ad arrivare al ridicolo del Pride, dove i gay di religione ebraica non hanno potuto sfilare, a differenza dei filo-Hamas. La maggior parte dei pro-pal che sostengono il movimento Lgbtq non hanno la minima conoscenza del fatto che l’islam sia contro l’omosessualità e che la punisca con la morte”.

“Credo che la colpa di tutto questo derivi da un odio atavico nei confronti degli ebrei: è come se in molti stessero solo aspettando un pretesto per ricominciare a odiare l’ebreo e insultarlo pubblicamente, senza subire successivamente delle conseguenze. Non a caso con l’Uaii, di cui faccio parte, ci stiamo battendo affinché venga approvata nel minore tempo possibile il ddl antisemitismo, che è già passato in prima lettura al Senato e che a breve verrà approvato anche alla Camera”.

L’università – che dovrebbe essere soltanto un luogo di ricerca, studio e confronto – sembra essere diventata ultimamente una libera piazza dove poter svolgere di tutto e di più. E ovviamente lo studente quando sente il professore universitario andare contro Israele e legittimare frasi come ‘dal fiume al mare’, a quel punto non può che dargli ragione, perché pensa che in lui risieda il pensiero giusto. Addirittura alcuni atenei si sono trasformati in un luogo di preghiera, con la presenza dell’imam. Vedere università importanti ridotte in queste condizioni mi fa solo del male”.

“Ultimamente ho notato che su alcuni libri di storia si parla della Giudea e della Samaria come ‘Antica Palestina’. Non si fa mai alcun riferimento a Israele. Quindi diciamo che esistono indizi di una sorta di congiura nei confronti di Israele, tenendo conto che lo Stato ebraico in realtà ha aiutato il resto del mondo, attraverso scoperte scientifiche a livello medico e tecnologico che hanno salvato (e continuano a salvare) tante vite. Per esempio, a livello mondiale esiste lo ‘Chaim Sheba Medical Center’ di Tel Aviv, uno degli ospedali più all’avanguardia, dove si trattano casi che in altre aree geografiche neanche vengono presi in considerazione”.

“Dopo mille giorni la storia è ancora in corso. Il popolo israeliano e gli ebrei in tutto il mondo hanno dimostrato una resilienza pazzesca. Nonostante le ripetute aggressioni si sono mostrati veramente più forti e pronti a reagire tutti insieme, come hanno sempre fatto. Dobbiamo augurarci che nei prossimi mille giorni vengano prese delle misure che aiutino agli ebrei a sentirsi sicuri in tutto il mondo ma, soprattutto, dobbiamo augurarci che gli israeliani possano sentirsi tranquilli a casa loro”.


Opinione dei lettori

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *





Ti Potrebbe Interessare


Radio Libertà

Background