L’Oms confessa: L’Europa si riscalda di più. Il green deal è una cagata pazzesca!

· 29 Giugno 2026


Cari ascoltatori, alla fine si è capito che qualcuno non ce la racconta giusta, e la fonte della notizia che lo ha rivelato è la massima possibile: l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle vesti del suo direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, del quale ricordiamo quanto in tempi di pandemia Covid sia stato generoso verso il regime cinese. La notizia di oggi sta in un suo virgolettato.

“L’Europa è il continente che si sta riscaldando più velocemente sulla Terra, con un riscaldamento doppio rispetto alla media globale”, ha detto Ghebreyesus commentando l’ondata di caldo anomala di queste settimane. Però, scusate, a noi sale subito una domanda: ma allora perché diavolo ci stiamo infliggendo il green deal? Perché diavolo ci stiamo infliggendo l’agenda ultra ambientalista gretina? Perché diavolo abbiano approvato leggi al Parlamento europeo, la scorsa legislatura, sull’idea di ripristinare la natura, di riportare indietro la civiltà umana di secoli? Perché siamo l’unico caso nella storia, come entità burocratico-istituzionale europea, che programma scientemente il proprio suicidio economico, che rinuncia alla produzione in nome del dogmatismo anti-emissioni per non incentivare un riscaldamento globale che a quanto pare va per conto suo?

Saltano filiere produttive, colossi come Volkswagen chiudono stabilimenti, annunciano licenziamenti perfino in Germania: un arretramento, anche simbolico, devastante. Stiamo sacrificando imprese, aziende, fatturati, posti di lavoro, benessere delle famiglie, dei cittadini europei, in nome della lotta al riscaldamento globale: ma siamo quelli che nel mondo comunque si scaldano più velocemente.

Vien da pensare che, evidentemente, non ci sia un nesso così decisivo fra la produzione, i maledetti combustibili fossili, la costruzione di fabbriche e la velocità con cui aumentano le temperature: se ci riscaldiamo più di Cina e Stati Uniti e produciamo di gran lunga meno emissioni, qualcosa in questo teorema ideologico non funziona. Altro che negazionismo climatico, una delle accuse più infamanti di questi tempi, peggio che negare la Shoah: ecco la classifica dei Paesi o delle realtà geografiche più inquinanti. Di gran lunga in testa c’è la Cina con 12 miliardi di tonnellate di gas-serra, seguono ben distanti gli Stati Uniti con 5,80 miliardi di tonnellate, poi l’India con 3,50 miliardi di tonnellate. Molto più giù c’è l’Unione Europea, come totalità dei 27 Paesi membri, con 3,30 miliardi di tonnellate.

La verità, di conseguenza, è che non c’era ragione di sacrificare le nostre economie. Forse non hanno tutti i torti scienziati come il compianto Antonino Zichichi, come il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, come Franco Prodi che è un anti gretino dichiarato, i quali ci dicono da anni che il cambiamento climatico esiste, anche nella sua veste del riscaldamento, ovvietà innegabile, ma anche che è discutibile il nesso stringente con l’attività umana, dare al colpa all’uomo e alla sua produzione. Per cui, se l’Europa nonostante si stia suicidando economicamente si riscalda di più, possiamo dire, citando il prudentissimo ma esasperato ragionier Ugo Fantozzi, che il green deal è una cagata pazzesca.


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