La sinistra francese: “Bianchi, avete perso”. L’Eurabia di Oriana è già qui
Giovanni Sallusti · 29 Giugno 2026
Cari ascoltatori, l’unica cosa buona della sinistra (cioè dell’estrema sinistra, la stessa cosa), è che in certi momenti si rivela per quello che è, cioè se li si lasci parlare alla fine confessano da soli quello che hanno in mente. Questa volta è toccato a una esponente di spicco della sinistra francese, quella di Mélenchon, modello per tutta la sinistra continentale, che ha ampiamente scavalcato i socialisti e si dichiara cartello islamo-gauchista in nome della masochista ideologia woke, un po’ il modello di riferimento anche di Elly e dei suoi soci. L’esponente in questione si chiama Clémence Guetté ed è una deputata della France Insoumise di Mélenchon, è vicepresidente dell’Assemblea nazionale, è co-presidente dell’Institut La Boétie, il think tank del partito di Mélenchon: in pratica è una delle menti che elaborano la linea culturale della sinistra mélenchoniana.
Ebbene, questa signora ha parlato durante un dibattito all’Assemblea nazionale in cui si affrontava la possibilità di imbastire una legislazione per contrastare il fenomeno dei matrimoni fraudolenti o combinati, pratica che annienta quell’orpello reazionario della dignità della donna autonoma e pensante. È un problema che si pone a fronte del frullato multiculturale prodotto dalle varie comunità insediate sui territori, e ci si sarebbe aspettati da sinistra un’opposizione ferma alla pratica barbara dei matrimoni combinati. Invece l’onorevole Guetté ha approfittato del dibattito per difendere le culture di provenienza che sono il riferimento di queste comunità, affinché non vengano ‘schiacciate’ da quell’anticaglia della cultura liberale laica europea.
E infatti arriva la rivelazione, la perla involontaria: “Vorrei che tenessimo focalizzato questo aspetto: un francese su tre ha un legame con l’immigrazione. Riponete pure le vostre ultime strategie di sopravvivenza per preservare i cosiddetti francesi nativi, i bianchi: avete già perso!”. In questa frase agghiacciante c’è tutta l’agenda politico-culturale della sinistra europea e occidentale: imposta la questione come una battaglia tra chi difende la nostra cultura e la nostra identità e chi le vuole sbaraccare e dà sponda a chi le vuole sbaraccare.
La signora Guetté si appoggia poi sul dato demografico, che purtroppo secondo le proiezioni andrà in crescendo a favore di quelli che la pensano come lei: ci dice chiaramente che i cosiddetti francesi-bianchi-nativi hanno perso – tra l’altro lei stessa è tecnicamente una francese nativa bianca – e di questa cosa è contenta, praticamente una “collaborazionista” di chi vuole cambiare il volto del suo Paese e del nostro continente. Per lei è il colore dell’epidermide a definire le persone e si rallegra del fatto che la secolare cultura francese stia perdendo. Ma che Francia immagina? Che cosa ne sarà della laicità, dei valori della Republique, della libertà individuale, dell’autoaffermazione delle donne, della separazione tra peccato e reato? Che ne sarà del laicismo francese con cui costoro si sono riempiti la bocca fino all’altro ieri? Con che Paese avranno a che fare le prossime generazioni di francesi? Con quello che sogna di realizzare la sinistra francese, un Paese in cui – lo dicono loro stessi – della vecchia Francia, quindi della vecchia Europa, non c’è più nulla.
E queste parole cadono proprio nell’anniversario della nascita di Oriana Fallaci, una donna straordinaria che ha tenuto accesa la fiamma della libertà, che ci ammoniva sul rischio Eurabia: aveva ragione, l’Eurabia è qui e il carro dell’Eurabia lo guida festante la sinistra.