Borghi: Usa sempre alleati, Ue ancora rivale
Antonino D'Anna · 24 Giugno 2026
In questa puntata di “Zoom” Claudio Borghi Aquilini, senatore della Lega, parla con Antonino D’Anna delle origini e delle conseguenze della polemica fra Donald Trump e Giorgia Meloni. “Andando alla radice dell’alterco tra i due leader, secondo me la questione vera è il ‘problema’ che gli Usa hanno con l’Unione europea. Trump lo ha scritto nero su bianco nel documento di sicurezza e strategia nazionale: viene evidenziato lucidamente un punto chiave, dove si sostiene che sia tutto interesse degli Usa avere a che fare con un’Europa prospera, e le singole nazioni potrebbero essere molto più ricche nel caso venissero liberate dalla cappa soffocante di regolamenti e divieti che rappresentano l’Ue”.
Secondo Borghi “se l’Italia non cresce, soffocata dal patto di stabilità e crescita, è evidente che acquisterà meno prodotti (anche) americani. Quindi il punto è semplice: la quantità di beni che un Paese in crescita compra dagli altri Stati è ovviamente più alta rispetto a un Paese che è in recessione e che quindi fa austerità, banalmente perché sono di più i prodotti che rileva. Se uno guarda il rapporto fra import ed export di un Paese, è molto più probabile che le importazioni degli Stati Uniti da quel Paese siano maggiori delle esportazioni americane in quel Paese. Secondo l’ottica della Casa Bianca, quindi, gli Usa dovrebbero esportare di più. Per raggiungere questo equilibrio è necessario che l’Italia cresca”.
“Il risultato di tutta questa riflessione è piuttosto banale”, sottolinea ancora Borghi. “Noi dovremmo seguire di più quello che ci suggeriscono di fare gli Stati Uniti e meno quello che ci consiglia di fare l’Unione Europea. A questo scopo, non si può pensare di litigare con gli Usa e pensare allo stesso tempo di trovare conforto nell’Ue, che invece sta ragionando come un nostro rivale – del resto la Germania si sta comportando esattamente in questo modo – perché non funziona. Si sarebbe potuto iniziare questo tipo di rapporto tra l’Italia e gli Stati Uniti sotto i migliori auspici, aprendo trattative bilaterali sui dazi. Adesso spero davvero che si possa raddrizzare la rotta, perché il nostro interesse è che questi equivoci vengano appianati il prima possibile”.