Patrimoniale prrr: il capitalismo di Musk fa milionari 4mila dipendenti

· 15 Giugno 2026


I barbari eleganti, con inconsueta eleganza, danno conto di un retroscena taciuto a proposito della recente notizia secondo la quale Elon Musk è diventato il primo trilionario della storia, con un patrimonio di ben 1.100 miliardi di dollari: merito della valutazione astronomica di SpaceX quotata in borsa e della rinascita dei titoli Tesla. Questo elemento ha fatto esplodere il fegato a tutti i fan della patrimoniale, i quali ritengono immorale che una singola persona possegga una ricchezza così enorme: ed è partita la litania vampiresca secondo cui, imponendo una “giusta” tassazione al magnate, riusciremmo a risolvere la questione della povertà nel mondo.

Ragion per cui ci tocca ribadire un concetto fondamentale: se una persona diventa miliardaria grazie al valore delle sue azioni, quella ricchezza che possiede non è liquida. Lo diventerebbe soltanto nel caso in cui decidesse di vendere le sue azioni e realizzasse la cosiddetta plusvalenza azionaria, su cui si può applicare eventualmente un’imposizione fiscale. È la banale differenza tra reddito e patrimonio. E se Musk vendesse di punto in bianco tutte le proprie azioni, probabilmente quei mille miliardi scenderebbero di valore e comunque non terrebbe i soldi sul conto corrente, per via di una quisquilia chiamata inflazione.

Qual è allora il punto? Mentre i vari Fratoianni, Mamdani, Sanders, Ocasio-Cortez chiedono a gran voce la patrimoniale, càpita che 4.400 dipendenti di SpaceX siano diventati milionari grazie a questo rimbalzo delle azioni; e addirittura 400 di loro hanno superato i 100 milioni, perché SpaceX ha debuttato al Nasdaq lo scorso 12 giugno con un prezzo di collocamento fissato a 135 dollari, che ha portato la raccolta di circa 75 miliardi a una valutazione vicina ai 1.770 miliardi. Lo spiega molto bene il New York Times: negli Stati Uniti uno dei tanti modi che usano le grandi società per ripagare i propri dipendenti, oltre allo stipendio, è proprio dar loro una quota delle azioni della società. In questo modo, si potrebbe dire che Elon Musk ha messo in pratica il concetto di “redistribuzione” della ricchezza, creandola.

Musk è riuscito a rendere ricchi i suoi dipendenti senza bisogno di patrimoniale o tassazioni varie; tra questi c’è, per esempio, anche una persona che si occupava della caffetteria di SpaceX, quindi non necessariamente si tratta di ingegneri o di grandi dirigenti. Come sosteneva Adam Smith, padre dell’economia moderna, la ricchezza non si redistribuisce, ma si crea giorno per giorno. Quindi, anche alla luce di come sta agendo a New York il sindaco Zohran Mamdani, che ha dovuto fare un passo indietro su uno dei provvedimenti più sbandierati della sua campagna elettorale, cioè l’aumento delle tasse sugli immobili, negli Stati Uniti il risultato sul campo è il seguente: capitalismo batte socialismo 1-0.


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