“Parlando liberaMente” con Fabio Dragoni: Da Nowak a Belfast, sanno solo taroccare

· 13 Giugno 2026


Questa settimana, a “Parlando liberaMente”, la nostra intervista settimanale con i protagonisti della politica, dell’attualità, del giornalismo, Giovanni Sallusti discute dell’attualità politica e internazionale – con particolare riferimento ai tragici fatti di Southampton e di Belfast – con Fabio Dragoni, editorialista di Libero e de Il Timone.

“Henry Nowak era un ragazzo, è stato accoltellato ed è stato arrestato dalla polizia mentre era in fin di vita: le linee guida della polizia inglese prevedono di verificare se in queste situazioni esiste un’ipotesi di razzismo, così si sono sprecati minuti preziosi perché l’accusato è diventato automaticamente lui e non l’indiano aggressore. Si tratta di una vicenda speculare a quella di George Floyd, con la differenza che quest’ultimo aveva una fedina penale piuttosto ricca. E che questa volta non abbiamo visto i vari Alessandro Zan e Laura Boldrini inginocchiarsi in Parlamento. Evidentemente il colore della pelle conta solo come strumento di un certo tipo di narrazione. Il marker inconfondibile per questi riti politici a senso unico sono le parole ‘coesione” e ‘inclusione’: quando le sento mi vengono i brividi”.

“Su Belfast la narrazione mediatica è invecchiata malissimo, fin dall’inizio: prima è stata raccontata come un accoltellamento invece che una decapitazione in favore di telecamera. Poi hanno cercato di camuffare il racconto spostando il focus sulle auto in fiamme e sulle rivolte anti-migranti. Quelle stesse persone che si vantavano cinque anni fa di avere finanziato le fondazioni dedicate a George Floyd per fare uscire di prigione i teppisti che avevano messo a ferro e fuoco Minneapolis, ora s’indignano per le proteste in Irlanda del Nord, e dimenticano le gravi condizioni di salute del povero Stephen Ogilvie, la vittima. E infatti dopo che i video dell’esecuzione barbara dello sgozzamento sono rimbalzati su tutti i social, i giornalisti irlandesi hanno discusso solamente se fosse opportuno impedirne la circolazione in nome dell’ordine pubblico. È così che i media tradizionali stanno perdendo completamente di credibilità”.

“A proposito di doppiopesismo, non ha fatto molto scalpore a livello di mainstream il fatto che in una scuola elementare di Modena è stato ospitato, al grido di ‘free Palestine’, un signore che al momento è indagato per terrorismo nell’inchiesta giudiziaria che coinvolge anche Mohammad Hannoun; ma è difficile che la gente s’indigni se una notizia di questo genere non viene data con i giusti particolari. Anche perché non bisogna dimenticare che le confessioni islamiche hanno spesso legami organizzativi e finanziari tutti da chiarire, e questo comporta una questione rilevantissima di ordine pubblico e di sicurezza. E anche le notizie degli studenti puniti a Cesena per avere esposto lo striscione ‘Italia agli italiani’ o del comune di Budrio (Bologna) che ha organizzato l’happening Lbgtq dedicato ai bambini le si deve cercare con il lanternino”.

“Sempre restando nell’ambito dell’incoerenza totale, non possiamo non citare il caso delle ‘ginocchiere’, ovvero la frase sessista del deputato del Movimento 5 Stelle Francesco Silvestri contro Giorgia Meloni. Se solo un esponente di centrodestra avesse detto a una dirigente di sinistra la stessa frase, credo che tutti si sarebbero messi in ginocchio contro il patriarcato. In questo caso il politicamente scorretto non c’entra nulla, non è che un parlamentare può sentirsi in diritto di dire qualsiasi cosa vergognosa nei confronti della presidente del Consiglio. Ma l’elemento più fastidioso di questa vicenda è che non si è levata una sola voce fra le femministe di sinistra contro Silvestri: forse la Boldrini avrà finito i giga, chissà”.


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