Il fascismo c’è, ma a sinistra: bruciano le foto di Salvini

· 9 Giugno 2026


Cari ascoltatori, oggi registriamo un ennesimo caso di fascismo contemporaneo, e confermiamo che l’allarme è motivato: ma è il fascismo che risuona tutto a sinistra, nel campo dei cosiddetti progressisti/anime belle/buoni & giusti, quelli che hanno lo slogan ‘restiamo umani’, ma a patto che siano dei nostri, l’altro è disumano per definizione. Non è una nostra forzatura, è quello che si è visto ancora una volta: oggi all’Università La Sapienza di Roma il collettivo studentesco di sinistra ‘Cambiare rotta’ ha dato fuoco a una grande fotografia del ministro Matteo Salvini, durante delle scombiccherate iniziative contro una manifestazione sulla remigrazione che avverrà a Roma il 13 giugno. Un evento che peraltro non è della Lega né di alcun partito di centrodestra, ma per gli odiatori è un dettaglio, quel che conta è sfogare il loro odio.

Che cos’è il fascismo, alla sua radice filosofica? Il fascismo è la negazione dell’umanità dell’altro, il non-riconoscimento, la non-legittimità di chi ha altre idee nel consesso civile. L’atto di dar fuoco all’immagine dell’avversario è probabilmente l’atto fascista per definizione: non solo squalifica politicamente chi non è d’accordo, lo disconosce come legittimo portatore di un punto di vista diverso, ma lo annienta soprattutto umanamente, ne nega il diritto ad esistere, con il fuoco ne evoca la cancellazione. Questa è una simbologia essenzialmente fascista: l’imbrattamento, l’incendio di materiali, simboli, immagini altrui era una prassi degli squadristi negli anni in cui in Italia si affermò il virus autoritario; ed è una prassi tipica dei movimenti totalitari, bruciare, eliminare l’altro e tutto quello che lo riguarda, roghi di libri e immagini inclusi.

Oggi sono modalità che attecchiscono esclusivamente nel cosmo della sinistra antagonista, che in questi ultimi mesi è sempre più difficilmente distinguibile dalla sinistra istituzionale, tanto che nessun esponente di rilievo ha finora condannato il fatto (ma siamo certi che lo faranno presto…). La realtà è che negli ultimi mesi questo cosmo è stato coccolato, con tutta la sua retorica pro-pal, con le piazze antagoniste contro il ‘genocidio’, ed è ormai saltato l’argine riformista a questa deriva. Allora, se tutti quelli che suonano l’allarme fascismo fossero sinceri e non usassero ideologicamente questo spettro, dovrebbero voltarsi alla loro sinistra, perché è lì che sistematicamente si vedono questi episodi. O almeno la smettano di proclamarsi come ‘quelli contro l’odio’.


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