Modena, ormai Gaza: indagato per terrorismo fra i bambini delle elementari!

· 8 Giugno 2026


Cari ascoltatori, forse Modena è la nuova capitale della Striscia di Gaza, un’aspirante città del califfato universale? Ce lo chiediamo perché c’è un nuovo episodio di cronaca nel capoluogo dove pochi giorni fa si è materializzato il primo attentato sul suolo italiano, che ha replicato le modalità del terrorismo islamista viste in tutta Europa: qualunque fosse lo stato psichico dell’autore, la matrice resta chiara.

Dunque, è accaduto che mercoledì scorso, in un istituto scolastico a Modena, cinque classi – quattro delle elementari e una della materna – hanno battuto le mani al grido di “free Palestine” davanti a ospiti prestigiosi, il sindaco del Pd Massimo Mezzetti e il signor Sulaiman Hijazi, indagato per terrorismo nell’ambito dell’inchiesta su Muhammad Hannoun, che è accusato di rappresentare il vertice di Hamas in Italia e di raccogliere finanziamenti da destinare ai tagliagole. Nella fattispecie, il signor Hijazi è indagato per il reato previsto dall’articolo 270 bis, che punisce chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico.

Ed era lì, plaudente, davanti ai bambini fra i 6 e gli 8 anni delle scuole Pascoli, Graziosi, Sant’Agnese, Gramsci e della scuola dell’infanzia Collodi: un indagato è sempre innocente fino a prova contraria, ma davanti a dei bambini un problema di opportunità bisognerebbe porselo. Soprattutto dopo l’episodio di car-jihad di pochi giorni fa proprio a Modena.

Il signor Hijazi ha anche dei precedenti social non esattamente incoraggianti. Il tetramente famoso 7 ottobre 2023, il giorno del pogrom contro gli ebrei, scrisse “Dio grazie” con due cuoricini verdi, il colore di Hamas. E il Giornale, che ha rivelato questa vicenda, è risalito ad altri post che poi erano stati cancellati, anche precedenti: nel 2014 scrisse “la resistenza a Gaza” sotto un collage di foto raffiguranti uomini coperti con il logo di Hamas, cosa che non sembra propria di qualcuno allevato nei valori della liberal democrazia.

Quando il caso è stato scoperchiato è partito uno scaricabarile: il sindaco, che era presente all’iniziativa, ha subito rimarcato che pensava che questo signore fosse l’interprete di un altro ospite, Wael Dahdouh, referente di Al Jazeera a Gaza, e che ignorava la sua posizione giudiziaria. La Gazzetta di Modena spiega che nemmeno le maestre dell’istituto sapevano nulla, quindi non si capisce chi avesse contezza di quel che stava succedendo: già è discutibile far cantare a dei bambini “free Palestine”, canto con l’immediata subordinata “dal fiume al mare”, che evoca la cancellazione dello Stato degli ebrei; che poi che ci fosse un signore indagato per terrorismo diventa inquietante. Per fortuna il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara ha mandato gli ispettori negli istituti scolastici per verificare la dinamica dei fatti: ci sarà pure uno straccio di responsabile di questo scempio valoriale in quelle scuole di Modena. Ma al di là delle responsabilità singole, siamo a un punto di non ritorno: alcune città italiane sono ormai collocate su un’altra carta geografica, in un altro mondo, con altri riferimenti, e la cosa ci inquieta moltissimo.


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