Cronache di Porto San Giorgio, la Caivano dei maranza

· 6 Giugno 2026


In questa puntata di “Autodafé” Giulio Cainarca intervista Max Del Papa sulla complicatissima situazione che la comunità di Porto San Giorgio (in provincia di Fermo) è costretta a vivere. Nel centro cittadino marchigiano che si affaccia sul Mar Adriatico, infatti, recentemente i ‘maranza’ hanno cominciato a seminare violenza e terrore e a ‘prendere possesso’ delle strade, fino insultare apertamente le forze dell’ordine e minacciare il sindaco davanti a esse: l’ultimo episodio grave è stato un’aggressione con calci e pugni a un uomo di 40 anni, picchiato brutalmente in piazza Matteotti per avere difeso sua figlia, molestata da quattro magrebini. La furia dei giovani è stata fermata solo dall’arrivo dei poliziotti.

Questo episodio si va ad aggiungere a una lunga lista di eventi criminosi che stanno imperversando nella località marittima. L’amministrazione comunale di Porto San Giorgio e le forze dell’ordine hanno dichiarato guerra al caos provocato da quei giovani che stanno da tempo mettendo a ferro e fuoco la città: anche il sindaco Valerio Vesprini ha subìto pesanti minacce di morte da parte di una banda di maranza durante alcuni controlli dei vigili e della polizia sulla spiaggia, ai quali il primo cittadino era presente. Tutto davanti alle divise: “Io ti squarto e gli altri sanno dove trovarti. Stai attento, ti facciamo fare una brutta fine”. Parole alle quali Vesprini ha replicato: “Se pensano di mettermi paura si sbagliano. Anzi, certe minacce mi servono solo da stimolo per fare sempre meglio per la sicurezza, la legalità e la salvaguardia dei cittadini per bene. Lotterò fino alla fine affinché quei pochi non rovinino la mia città, che è composta nella sua gran parte da persone oneste che non meritano di vivere sotto scacco di questi teppisti”.

Max Del Papa abita a pochi chilometri da quel luogo e ha testimoniato il clima che si sta vivendo: “Questi sono ragazzotti che fanno da anni quello che vogliono, e vogliono continuare a fare quello che vogliono. Fanno così in parte perché sono dei fannulloni e in parte perché hanno un’attitudine criminale maturata dove sono nati e cresciuti: questo atteggiamento di teppismo e di delinquenza ‘a prato basso’ in realtà serve loro a marcare il territorio. È un metodo islamico, anche questo. Quando compiono questi atti violenti si filmano, mettono in rete il video e subito vengono identificati. Le minacce contro il sindaco altro non sono che una dichiarazione di potere. Sono stati lasciati indisturbati fino a ora e quindi considerano un tradimento che la polizia adesso cominci a occuparsi di loro”.

“Tutti sanno chi sono: italiani di seconda generazione cresciuti a Lido Tre Archi, quartiere costiero di Fermo: un posto dove tutte le notti scorre il sangue e dove ci sono state un’infinità di delitti a opera delle bande col machete, negli androni dei palazzi. Là non c’è nemmeno un posto di polizia perché nessuno si fida. Soprattutto di notte. Quando sono cresciuti non gli bastava più stare in quell’inferno, e dunque si sono messi in affari: hanno preso automobili senza avere la patente, i monopattini, le moto, hanno cani feroci; poi si sono diramati a nord, a Porto Sant’Elpidio, e a sud, a Porto San Giorgio”.

“Costoro spacciano, fanno razzie, devastano le strade, presidiano la stazione di Porto Sant’Elpidio che avrà si è no tre binari. Una volta a me è capitato di vederli che molestavano delle donne; mi sono avvicinato e loro – pur facendo i gestacci e mandandomi a quel paese – quella volta si sono allontanati. Sono entrato in stazione e ho chiesto a chi era dietro lo sportello perché nessuno li fermasse o comunque chiamasse la polizia, ma non ho ricevuto risposta; l’uomo si girato dall’altra parte e ha calato la chiusura davanti a me. Questi sono episodi cui assisto da anni, ogni volta ne parlo, li denuncio”.


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