Clamoroso: l’attentatore svizzero gridava ‘Allah Akbar’!
Giovanni Sallusti · 29 Maggio 2026
Cari ascoltatori, oggi nella cronaca si trova una notizia che ne racchiude un’altra, anche più clamorosa della prima. La notizia riguarda atti di terrore avvenuti in Svizzera, in particolare nella cittadina di Winterthur, nel nord della Confederazione, dove un 31enne ha accoltellato tre persone nei pressi della stazione ferroviaria: un 28enne è stato ferito a una gamba, ricoverato e poi dimesso, un 43enne al collo e un 52enne è finito in sala operatoria d’urgenza, in condizioni molto serie. È mancato poco che un gruppo di bambini in gita scolastica che era nei pressi finisse coinvolto nell’aggressione.
Cinque minuti dopo la sua azione, l’attentatore è stato arrestato: nato in Svizzera, aveva ottenuto la cittadinanza nel 2009. Nel 2024 aveva lasciato il Paese per trasferirsi in Turchia, di cui è originario, ed era tornato quest’anno. Il nome non era nuovo agli inquirenti, secondo i quali il movente di quest’azione va cercato nell’ambito della radicalizzazione dell’estremismo. E pensate che strano, non radicalizzazione estremista cristiana, o buddhista, o ebraica e nemmeno confuciana: stranissimo, vero? Ma le fonti concordano: sarebbe proprio radicalizzazione estremista islamica, e infatti l’attentatore non è stato sentito gridare Yahweh è grande, o Buddha, o Confucio, o Cristo, ma proprio Allah. Chi l’avrebbe detto? Proprio come è avvenuto in calce ad atti simili in giro per l’Europa negli ultimi decenni.
Questo che cosa vuol dire? Che c’è un nesso deterministico tra l’essere musulmano e l’essere terroristi? Ovviamente no. Però non possiamo neanche chiudere gli occhi di fronte al fatto che atti del genere, da quelli organizzati da cellule terroristiche a questi di lupi solitari sbandati (che ogni volta vengono dati per semplici sofferenti di patologie psichiatriche) che a volte per sfogare le loro problematiche fanno uso del kit di armi e metodi del perfetto martire di Allah, ci danno un segnale chiaro: è in atto una recrudescenza del terrorismo di quella matrice, che è ancora più preoccupante perché è legata all’estemporaneità del singolo attentatore. Questa cosa la vede chiunque, tranne le nostre anime belle, quelle convinte che fosse un progetto politico lungimirante trasformare il Pd veneziano in una sorta di partito islamico, se non islamista. Fuori da questa follia ideologica c’è la realtà: in ognuno di questi episodi di cronaca c’è una matrice islamista radicale. E noi ci rifiutiamo drasticamente di smobilitare dalla realtà.