Moschea no grazie: i veneziani votano contro l’islamo-sinistra

· 25 Maggio 2026


Cari ascoltatori, oggi ci guardiamo dal commentare ad ampio raggio i primi referti di questa tornata di elezioni amministrative, e andiamo all’unico punto politicamente saliente: l’islamo-sinistra perde, è in grandissima difficoltà. Ed è un’ottima notizia. Per ora possiamo parlare solo di tendenza, perché al momento in cui andiamo in onda non ci sono risultati definitivi, ma le proiezioni sulle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Venezia, dove si giocava una grande partita culturale, dicono questo. Venezia è stata in queste settimane di campagna elettorale il laboratorio del progetto dell’islamo-sinistra, dell’islamo-gauchismo come la chiamano i sociologi, mutuando la parola da un fenomeno che oltralpe è ormai un’evidenza. In Francia non esiste più la sinistra socialista, ma un cartello ultra antagonista, ultra pro-pal, ultra filo-islamista, che il campo largo si candida a importare in Italia, con sette candidati della comunità islamica bengalese nelle liste del Pd, quindi una connotazione precisa.

La propaganda da parte di questi candidati si è spinta fino ad alcune scuole di Venezia e di Mestre, in cui è stato detto alla comunità islamica locale “bisogna votare Pd perché è il vostro partito; sono state mandate lettere di comunicazione elettorale in cui è stato chiesto in nome di Allah il voto per la sinistra (quelli che un tempo erano i progressisti…). E sempre a Venezia, come sapete, è stato impedita la propaganda elettorale di segno opposto, in completo contrasto con i fondamenti della democrazia liberale: sono stati ritirati i manifesti elettorali della Lega che – legittimamente finché siamo in Occidente – dicevano ‘moschea no grazie’, riferendosi a uno dei progetti principali del centro sinistra, la costruzione di una grande moschea.

E tutto mentre a Mestre esistono già varie moschee abusive, dove è labile il confine tra momento di culto e quello dell’indottinamento con le parole d’ordine fondamentaliste. La Lega in particolare, e il centro-destra in generale, si sono opposti a questo progetto, per cui la grande partita alle urne era stabilire se il modello dell’islamo-sinistra fosse vincente.

Ebbene, gli exit-poll di Opinio Italia davano il candidato del campo largo/islamo-sinistra, Andrea Martella, tra il 40 e il 44 per cento, e il candidato del centro-destra, Simone Venturini, tra il 47 e il 51 per cento. Le proiezioni, Opinio per la Rai, davano il candidato di destra il 51 per cento, che significherebbe vittoria al primo turno, con Martella al 38,6. La soglia è molto labile e con un minimo spostamento si potrebbe andare al ballottaggio, la battaglia politico-culturale potrebbe non essere chiusa. Ma di certo a questo primo turno di amministrative, in cui si gioca la grande partita ed è diventata ufficiale la mutazione genetica della sinistra in cartello islamo-gauchista, gli elettori a costoro hanno detto no.


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