Il circo Flotilla fa casino in Spagna: “colonialista” pure Sanchez!

· 25 Maggio 2026


Cari ascoltatori, questo weekend ci ha consegnato una cartolina, a modo suo meravigliosa, sulle ipocrisie e i contorcimenti del politicamente corretto, sul fossato tra la realtà, la cronaca internazionale, e la bolla dell’ideologia con il suo copione fisso, con i buoni per definizione e i cattivi per definizione. La scena arriva dall’insospettabile Spagna di Sanchez, nuova patria d’elezione delle anime belle progressiste: all’aeroporto di Bilbao c’era febbrile attesa per l’arrivo dalla Turchia dei flotillanti spagnoli, e già prima dell’atterraggio c’era tensione fra gli attivisti, i parenti e gli agenti che hanno fatto fatica a mantenere quel ‘contingente’ nella zona loro riservata dell’aeroporto, che, come tutti sanno, è uno luogo poco adatto alle manifestazioni, ha regole rigide e procedure di sicurezza.

Quando i flotillanti sono sbarcati e hanno sfilato in favore di telecamera, uno di loro ha spinto un poliziotto che gli chiedeva di spostarsi: forse era irritato per questa ‘provocazione reazionaria’ mentre stava facendo dei selfie, forse era il riflesso condizionato a forzare dei blocchi, ma insomma ha messo le mani addosso a un uomo delle forze dell’ordine, e da lì si è scatenata la corrida fra tutti gli attivisti e la polizia, che ha dovuto, anche con i manganelli, immobilizzare i più esagitati e riportare la calma. Alla fine quattro di questi galantuomini – due della flotilla e due sostenitori – sono finiti in manette per grave disobbedienza, resistenza all’arresto e aggressione a pubblico ufficiale.

Ovviamente la flotilla ha gridato all’ennesimo caso di fascismo contemporaneo, ha chiesto un’indagine internazionale: “L’impiego della forza da parte della polizia basca rappresenta un’inaccettabile mancanza di umanità e una continua dimostrazione di violenza sistematica e coloniale”. In pratica, di spagnoli contro altri spagnoli, ma il colonialismo di oggi sarà sinonimo del fatto che mettere le mani addosso ai poliziotti e forzare le transenne è una cosa che non si può fare… La flotilla ha continuato denunciando che “la violenta aggressione è la dimostrazione della repressione globale interconnessa”, tipo una Spectre che unisce il Mossad e la polizia basca. Capite chi sono gli eroi che il mainstream ci propina quotidianamente?

Però, una volta finito di ridere, un paio di riflessioni dobbiamo anche farle. Questi signori della flotilla si muovono con una ratio mediatica e propagandistica, sono loro a costruire il racconto (e a diffonderlo) delle vittime perenni ovunque, e questa non è attività umanitaria, è attività politica. E il doppiopesismo di chi scrive e pubblica quel racconto è eclatante: nessuno tra giornaloni, intellettualoni, esponenti politici del fronte dei buoni, se l’è presa con la Spagna di Sanchez che ha menato la flotilla, perché non si può toccare l’idolo del fronte pro-pal globale, il leader europeo che in questi anni ha più attaccato lo Stato degli ebrei, che ha ricevuto con tutti gli onori la madonna pellegrina pro-pal Francesca Albanese. Gli scontri all’aeroporto di Bilbao non rientravano per niente nello schema, e quindi quelle manganellate hanno fatto meno scandalo di altre.

C’è forse un filo di ipocrisia? Mettete insieme la cronaca di Bilbao, il ridicolo, il grave, le incoerenze: e la risposta che troverete è che la flotilla è una grandissima baracconata.


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