Famiglia nel bosco, i magistrati: monitorati? mai!

· 19 Maggio 2026


Cari ascoltatori, è successa una cosa abbastanza prevedibile. È noto che un pezzo consistente e ideologizzato di magistratura già prima del referendum sulla giustizia si riteneva una corporazione a sé stante: un’entità sostanzialmente intoccabile, e non più un ordine autonomo dello Stato soggetto a meccanismi di controllo esterni a essa, come avviene per tutti. Figurarsi dopo l’esito del referendum: ormai quella parte di magistratura, che include anche segmenti istituzionali, pensa di dimorare in un iperuranio inaccessibile ai mortali.

Lo dimostra l’ultimo sviluppo della vicenda della “famiglia nel bosco”, che ricordiamo coinvolge anzitutto dei bambini, da sei mesi sottratti dalla macchina del sistema giudiziario ai genitori, e che hanno già manifestato disagi psicofisici: secondo luminari della psicologia per questa vicenda portano già traumi che potrebbero essere irreversibili. Eppure nell’ultimo sviluppo della vicenda non si parla mai di questi bambini, il vero focus – per chi dimora nella realtà e nelle priorità – che è svanito di fronte alla ribellione della magistratura al dato che l’attività del Tribunale dell’Aquila e di chi si è occupato del caso, siano soggetti ai normali controlli (misura sana in democrazia), cioè alle ispezioni del Ministero della Giustizia.

Ovviamente l’indignata sollevazione è partita dalla giunta esecutiva centrale dell’Anm, l’Associazione nazionale dei magistrati, che in una nota ha espresso preoccupazione “per le modalità con cui sta proseguendo l’ispezione del Ministero della Giustizia presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Desta perplessità che l’attività ispettiva si sia estesa anche allo sviluppo di un procedimento ancora in corso”, cioè gli ispettori cattivi non aspettano che questi tre bambini abbiano 18 anni e siano definitivamente travolti da questa storia, prima di accertare che fosse tutto a posto.

Dopodiché nella nota si sottolinea che si tratta di “profili che meritano attenta verifica nelle sedi competenti, ma che impongono già ora di ribadire un principio: l’indipendenza della giurisdizione costituisce garanzia di tutti i cittadini e non può essere esposta a forme, anche solo potenziali, di interferenza”. Insomma lo dicono proprio, i controlli previsti dall’architettura istituzionale – quelli del Ministero della Giustizia, non un’esondazione eversiva di poteri occulti, – non devono esistere. In pratica l’Anm vuole che si faccia una sorta di atto di fede nell’iniziativa dei magistrati, per cui quel che sta accadendo a quella famiglia va sicuramente bene.

All’Anm si è unita la presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Nicoletta Orlandi, ex parlamentare del Pc-Pds, la quale ha scritto al Csm ponendo con urgenza un quesito in merito al procedimento sulla famiglia del bosco. Un parere che riguarda il dramma dei bambini? Ma va! Ha chiesto allora al Csm se l’ispezione da parte dei tecnici del Ministero sia eccessivamente invasiva, potenzialmente dannosa per i bambini? Ma va! La Orlandi ha chiamato in causa il Csm “ai fini dell’autonomia e dell’indipendenza dei giudici”. La presidente è scandalizzata perché gli ispettori avrebbero addirittura chiesto di monitorare l’andamento del procedimento: è inaccettabile che i magistrati siano visti come esseri umani fallibili e quindi le loro azioni soggette a controlli istituzionali. Ragion per cui, la Orlandi chiede “se tutti questi controlli rientrino nel potere ispettivo riservato al ministro”, riferendosi alla “continua richiesta di informazioni e documentazione”: addirittura delle richieste!

Fuor di ironia, noi pensiamo che in uno Stato liberale ci siano dei confini davanti ai quali lo Stato deve arretrare. Questi confini sono le persone concrete nella loro articolazione relazionale primaria che è la famiglia. E che l’inaccettabile è questa presunzione di intoccabilità da parte della presidente del Tribunale in questione e dell’Anm: signori, vi andrà anche di traverso il caffè, ma è il momento di rivelarvi la  sbalorditiva notizia che siete normali esseri umani, e che anche voi potete sbagliare…


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