La repubblica islamica di Venezia: dire “no moschea” è vietato!

· 30 Aprile 2026


Cari ascoltatori, onestamente non pensavamo che saremmo transitati dalla Repubblica marinara di Venezia alla Repubblica islamica di Venezia, e invece la cronaca pazzotica di questi tempi ci ha portato fin lì. È successo infatti che, in vista delle elezioni comunali in Laguna, il Partito democratico abbia  – legittimamente – deciso di riempire le liste di candidati islamici: appartengono alla comunità bengalese, diffondono volantini scritti nella loro lingua, esordiscono citando “Allah misericordioso” e rivendicano il progetto urbanistico di una grande moschea a Mestre.

Peccato che in questo stesso territorio esistano già dodici moschee abusive, non autorizzate, tanto che chiamarle moschee è esagerato: mentre non è esagerato chiedersi che cosa in questi luoghi si predica, in quale lingua, quali messaggi si diffondono; e che rapporto ci sia fra le direttive che vengono date in quei luoghi e le nostre leggi, i nostri costumi la nostra cultura.

La sinistra può fare tutto questo nella sua campagna elettorale veneziana, ma la sorpresa è che è invece vietato all’opposto versante diffondere sui bus il seguente messaggio pubblicitario: “No moschea, vota Lega”. Infatti queste insegne che giravano sui mezzi pubblici sono state sospese dalla stessa società concessionaria di pubblicità in seguito a un esposto dell’UCOII, l’Unione delle Comunità Islamiche, che non ha gradito il messaggio: il quale però appartiene all’agenda valoriale – e anche urbanistica – della Lega, si oppone al progetto di questa grande moschea, forte anzitutto di 12 precedenti casi di abusivato. Il punto è che non importa se si condivide o meno questa battaglia, nessuno dovrebbe impedire di diffondere un legittimo messaggio elettorale.

Forse gli islamici (e speriamo non islamisti) di cui è pieno il Pd non ne sono al corrente, ma nella Repubblica non islamica italiana vige un sistema politico che si chiama democrazia. Cioè un dibattito regolato dal pluralismo, dalla concorrenza delle idee, dalla libertà d’opinione e politica: per esempio di dire che non è nell’interesse dei cittadini di Venezia costruire una grande moschea a Mestre, e mantenere questa posizione nel caso vengano vinte le elezioni. Altrimenti non siamo più in un contesto europeo e occidentale, ma si piomba in una repubblica islamica.

E badate che non è un’iperbole: è stato censurato un messaggio politico che non attacca i musulmani in quanto musulmani (sarebbe stato discriminatorio) ma propone semplicemente ai cittadini di Venezia e di Mestre di votare contro la moschea. Ma a quanto pare è un messaggio che non corrisponde alle tavole della legge woke. E per noi, quello che accade nella Repubblica islamica di Venezia è assolutamente inaccettabile.


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