Sala maggiordomo dell’Anpi censura Israele
Giovanni Sallusti · 28 Aprile 2026
Cari ascoltatori, il sindaco di Milano Giuseppe Sala già è pessimo come sindaco nel senso di amministratore, manutentore, peggio ancora quanto a progettualità e visione di città, che in pratica si riduce a un congratularsi reciproco tra amichetti della ztl, mentre tutto sprofonda nell’insicurezza e nell’inaccessibilità. Figurarsi quando esce dal suo ruolo e si mette a fare quello che dispensa patenti di credibilità storica, per non dire morale. È subito ridicolo.
È successo infatti che il sindaco, a margine del Consiglio comunale di ieri, è voluto tornare sul grottesco 25 aprile andato in scena a Milano: nel giorno in cui si commemora la liberazione dal nazifascismo abbiamo assistito all’assalto contro ebrei accusati di essere tali, cui è stato gridato “siete solo saponette mancate”, cioè la fine prevista per loro da Adolf Hitler. È stato il punto estremo di un controsenso che si ripete ogni anno, soprattutto a Milano dove si manifesta la versione più ideologizzata di questa follia ideologica.
Ecco, ieri Sala ha parlato come uno scalmanato pro-pal, confermando che su questi temi nel cosmo di sinistra non ci sono più differenze. Ecco Sala: “Da quello che mi dice l’Anpi, loro avevano avuto garanzia che non ci sarebbero state bandiere israeliane”. Sala certifica che per andare in piazza il 25 aprile bisogna prima passare dall’autorizzazione dell’Anpi che a quanto pare ne ha il monopolio, tipo un politburo: e così la festa della liberazione dall’autoritarismo viene approcciata con un’ottica autoritaria. Per sventolare una bandiera ci vuole il sì dell’Anpi.
“Penso che l’errore sia stato partecipare con le bandiere israeliane”, ha detto ancora il sindaco, parlando del giorno in cui si sono viste bandiere palestinesi, bandiere con la falce e il martello, bandiere cubane con l’icona di Che Guevara (che cosa c’entravano?). “In questa fase è solo un fatto di buonsenso, sarebbe certamente meglio che non ci fossero state, anzi non dovevano esserci”: non importa che quelle bandiere ricordassero la tragedia del popolo ebraico, che fra l’altro ha anche combattuto nella Brigata ebraica per liberarci dall’oppressione nazifascista. Dopodiché, bontà sua, ha concesso: “Penso che sia corretto che partecipino, ovviamente non dando spazio all’interno a nessun tipo di provocazione”. Ma che vuol dire? Qui si tratta di ricordare una storia avvenuta, anche con il profilo militare della Brigata ebraica, di rivendicare l’appartenenza alla stella di Davide che poi ha fondato lo Stato di Israele, nato in diretta conseguenza delle tragedie della Seconda guerra mondiale.
Fra l’altro parlano tutti Brigata ebraica, ma abbiamo il dubbio che molti non sappiano neanche che cosa è, e fra questi molti anche il sindaco Sala. Eppure è abbastanza noto, è un gruppo di combattimento istituito il 20 settembre 1944 su volere di Winston Churchill, impressionato dal massacro degli ebrei, che volle una loro presenza militare contro la barbarie nazifascista, anche nel suo significato simbolico. La Brigata ebraica, per esempio, ha avuto un ruolo fondamentale nella Battaglia dei tre fiumi dell’aprile 1945, che determinò il crollo della linea gotica e la liberazione della Romagna, facilitando la salita verso nord degli Alleati.
Ma Sala soffre di strabismo delle bandiere, e sulle altre non ha nulla da dire: non sulla bandiera palestinese che per lui non rappresenta mai una “provocazione”, mentre nella realtà purtroppo rappresenta anzitutto gli sgherri nazi-islamici di Hamas, che fanno il saluto nazista e praticano l’oppressione sistematica del dissenso e della diversità, e approcciano per esempio omosessuali ed ebrei come lo facevano le SS.
Se poi vogliamo riportarci alla storia, mentre la Brigata ebraica risaliva la penisola, c’era una bella fetta di società palestinese alleata di Hitler, il Gran Mufti di Gerusalemme ne era esplicitamente alleato, Muhammad Amin al-Husseini collaborò al reclutamento di musulmani nelle formazioni delle SS, si incontrò più volte con Hitler, caldeggiò lo sterminio degli ebrei. Insomma, è incomprensibile perché Sala sollevi un problema sempre solo sulla bandiera con la stella di Davide. Ma forse tutto ha una spiegazione facile, terra terra: la sua cronica inadeguatezza. Quando Milano finalmente aprirà una pagina nuova, sarà sempre troppo tardi.
