“Parlando liberaMente” con Sandro Sallusti / 25 aprile masochista: la festa contro i liberatori
Giovanni Sallusti · 25 Aprile 2026
Questa settimana, a “Parlando liberaMente”, la nostra intervista settimanale con i protagonisti della politica, dell’attualità, del giornalismo, Giovanni Sallusti discute dell’attualità politica e internazionale – a partire dai festeggiamenti del 25 aprile – con Alessandro Sallusti, direttore di Politico Quotidiano ed editorialista de La Verità.
“Il fatto che il 25 aprile sia una questione esclusiva della sinistra è un falso storico. Anzi: le Brigate Garibaldi, che facevano capo al Partito comunista, sono state sempre minoritarie all’interno del movimento partigiano e combattevano per consegnare l’Italia all’Unione sovietica di Stalin. C’erano poi le Brigate bianche, che facevano capo a quella che poi sarebbe diventata la Democrazia cristiana, e quelle liberali, quelle monarchiche, quelle ebraiche. Tutte queste lottavano per un progetto d’Italia completamente diverso da quello dei comunisti. Quindi sarebbe il caso di ripristinare la storia attorno alla Festa della Liberazione e smontare una certa leggenda metropolitana”.
“Ricordiamoci che l’Italia venne liberata dalle forze militari occidentali, guidate dagli Stati Uniti d’America. Questo andrebbe rimesso al centro delle discussioni, anche se negli ultimi anni il 25 aprile è diventata una festa ostile ai liberatori, con slogan contro i presidenti Usa di turno e le guerre, che peraltro servono per provare a liberare dei popoli dall’oppressione esattamente come accadde 80 anni fa qui in Italia. Ecco, bisognerebbe avere il coraggio di riappropriarsi del 25 aprile nel suo vero, originario spirito: è una festa dell’Occidente, nella quale si dovrebbero vedere anche le bandiere americane, non quelle comuniste”.
“La sinistra si impossessa di alcune battaglie simboliche che non sono sue: e la Resistenza non è l’unico caso. Faccio un altro esempio: un anno fa ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere a tavola con Angela Merkel e lei ha raccontato che l’unica volta in cui si trovò in vera difficoltà fu quando, durante una conferenza stampa, una giornalista le chiese se si poteva definire femminista. Lei andò nel panico, perché sapeva che qualsiasi risposta avesse dato, sarebbe stata strumentalizzata. Si arrampicò sugli specchi, ma oggi la Merkel risponderebbe che bisogna riappropriarsi del femminismo. Noi conservatori liberali possiamo e dobbiamo essere femministi, ma a modo nostro: del resto le grandi battaglie per la libertà delle donne in Italia non le ha fatte la sinistra, ma sono state portate avanti dai liberali e dai radicali (che sono degli ultraliberisti). E poi, il primo presidente del Consiglio lo ha eletto il centrodestra”.
“Roberto Saviano è stato assolto dopo avere definito Matteo Salvini ‘ministro della malavita’. Probabilmente è giusto estendere il concetto di libertà di pensiero, però allora deve valere per tutti. Invece c’è una parte di intellettuali per i quali la libertà di insulto rientra in quella di manifestazione del proprio pensiero, ma ad alcuni tutto questo non viene concesso. Qualche anno fa Marco Travaglio scrisse che io ero ‘servo di Berlusconi e cameriere della Santanchè’, e io gli replicai dicendomi dispiaciuto del fatto che Travaglio fosse uno ‘stupido’. Bene, lui per quell’epiteto mi ha querelato e ha vinto. Tutto questo rende ancora più insopportabile il fatto che Saviano sia stato assolto per avere dato del malavitoso a Salvini perché, a ruoli invertiti, Salvini sarebbe stato condannato al 100%”.
“Se devo individuare tre temi su cui il centrodestra deve dare dei segnali forti in quest’ultimo scorcio di legislatura, innanzitutto verso il suo elettorato, direi: tasse, tasse, tasse. Perché poi è quello che interessa di più alle persone. Il governo Meloni ha fatto tanto, ma è in ritardo sul fronte della pressione fiscale e della burocrazia. La premier ha sempre spiegato che si è preferito prima sanare i conti e poi aprire la borsa: se avesse fatto al contrario, ci avrebbe elettoralmente guadagnato, però alla fine il Paese sarebbe andato a rotoli. Dunque, i risultati ci sono, ma adesso è il momento di restituire qualcosa ai cittadini, perché altrimenti la gente non ti capisce più”.
