C’è lo scontro di civiltà, e noi siamo ostaggi dei feticisti dello zerovirgola!

· 23 Aprile 2026


Cari ascoltatori, il mondo si trova sostanzialmente nel guazzabuglio che aveva anticipato quel genio di Samuel Huntington alla fine degli anni ‘90, quando scriveva che “gli stati nazionali rimarranno gli attori principali nel contesto mondiale, ma i conflitti più importanti avranno luogo tra nazioni e gruppi di diverse civiltà. Lo scontro di civiltà dominerà la politica mondiale. Le linee di faglia tra le civiltà saranno le linee sulle quali si consumeranno le battaglie del futuro”. Questa è proprio la fotografia di quel che sta accadendo e che i giornali tentano malamente di ridurre a cronaca quotidiana. In questa grande faglia di crisi bellica, di lotta per il controllo delle risorse energetiche, piaccia o no è l’America trumpiana la parte assertiva, non intossicata dall’odio di sé, che tenta di ridisegnare un ordine mondiale dopo che quello che avevamo è saltato: e l’Occidente, a nostro sommesso giudizio, rimane il meno peggiore dei mondi possibili.

La politica di potenza della Cina, uno strano mix di ideologia marxista con partito unico, economia in equilibrio sull’ossimoro del capitalismo di Stato e principi strategici confuciani, ha un progetto di dominio mondiale e di sfida all’egemonia americana. E intorno ci sono le variabili regionali ma non troppo, come l’Iran degli ayatollah che punta alla rivoluzione islamista in Medio Oriente e nel mondo: il conflitto è escatologico, come diceva l’ayatollah Khamenei così compianto dei progressisti nostrani, l’islam versus il fronte satanico dell’Occidente. Tutte crisi che hanno ricadute energetiche e geopolitiche, per esempio l’America che taglia le arterie di rifornimento petrolifero al gigante cinese in Venezuela e in Iran.

E poi c’è una realtà parallela, distopica e delirante, in cui siamo intrappolati noi popoli europei: la realtà dei feticisti dello zerovirgola. Perché in Europa è il rapporto deficit-pil, cioè la micro contabilità soppesata all’infinitesimale, a decidere le politiche di uno Stato, a decidere come una nazione, in teoria sovrana, come l’Italia può tutelare i propri interessi in questo guazzabuglio.

Un Paese deve poter adottare politiche anche criticabili, fare spese anche ultracriticabili, ma muovendosi nella storia, stare nel mondo incendiato dallo scontro di civiltà, non nell’incubo asettico, tranquillizzante per finta, dei feticisti dello zerovirgola, che in queste ore hanno segnato una vittoria che è una sconfitta per chiunque abbia senno: l’Italia rimarrà sotto procedura di infrazione e quindi dentro la gabbia delirante – e costruita prima che il mondo cambiasse – del patto di stabilità. Tutto perché invece che al 3% nel rapporto deficit-pil, siamo al 3,1: e alla fine è questo a cambiare il nostro orizzonte, non l’incendio del mondo in cui vorremmo e dovremmo giocare un ruolo. Tra l’altro di tratta di un kafkiano 3,07 arrotondato al decimale superiore dall’Istat, che poi ha traslato i numeri a Eurostat e alle sue sacre tabelle dell’idiozia eurocratica.

A questa finzione marziana si aggiunge la beffa perché, come ha spiegato il ministro Giancarlo Giorgetti, i dati del debito risentono ancora del vecchio superbonus del governo giallorosso, che pesa per 40 miliardi. Se poi vogliamo spaccare il capello in quattro come fanno lorsignori di Bruxelles, molti hanno fatto notare che c’era la possibilità di una diversa contabilizzazione di alcune voci sui bonus edilizi che avrebbero portato il deficit sotto il 3%. Che cosa vuol dire? Che, a essere maliziosi, qualche vertice dell’Istat, magari legato al Movimento 5 Stelle, ha scelto un modo di contare piuttosto che un altro? Sui decimali le scelte non sono mai neutre.

Non sappiamo se c’è stata una scelta politica antigoverno (in realtà anti-Paese e quindi masochista), dei feticisti dello zerovirgola annidati nell’Istat e succursale dei feticisti dello zerovirgola annidati a Bruxelles. Ma anche solo raccontare tutto questo è straniante: e di certo le regole del moloch europeo, tutte queste tabelle contabili che svengono sventolate come dogmi, come verità metafisiche, sono non solo surreali, ma ormai pericolose in un mondo che si sta muovendo chiaramente sullo schema Huntington dello scontro di civiltà. Noi vogliamo giocare un ruolo o vogliamo essere ostaggio dei feticisti dello zerovirgola? La risposta ci sembra nella domanda.


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