Elly cotta di Sanchez: “Facciamo come lui”. Quindi sì nucleare e sì gas russo?
Giovanni Sallusti · 21 Aprile 2026
Cari ascoltatori, in quel fumetto propagandistico che è la politica nel mondo di Elly, trionfa un nuovo eroe-guru di tutti i progressisti, Pedro Sánchez. Il mantra presso lorsignori è ‘fare come Sánchez’, cioè lo stesso che pochi giorni fa si è recato in Cina a omaggiare il compagno Xi Jinping e pregarlo che la Cina “intervenga negli scenari di crisi per tutelare il diritto internazionale”: ha chiesto una cosa così al capo di un totalitarismo che ha 1.400 laogai, cioè campi di concentramento, questa è la lucidità del nuovo papa straniero della sinistra.
Dunque, Elly è intervenuta al Global Progressive Mobilisation organizzato proprio da Sánchez a Barcellona, ma davanti al suo idolo è andata in ansia da prestazione e ha esagerato, incorrendo in una doppia cantonata su crisi energetica, rincaro dei prezzi e politiche di contrasto. Insomma, appena è uscita dal fumetto e ha incocciato in una cosa seria, è scivolata.
Davanti al pubblico amico, Elly ha detto: ”In Italia il prezzo dell’energia è 180 euro a megawattora, invece in Spagna è 18 euro, cioè da noi costa 10 volte di più. E questo nonostante la Spagna 6-7 anni fa fosse in una situazione simile alla nostra”, poi l’eroico Sánchez ha fatto “una politica industriale di sviluppo delle rinnovabili, che ha portato risultati incredibili molto in fretta ed è riuscito a ridurre velocemente il prezzo delle bollette, cosa che bisognerebbe fare anche in Italia”.
Elly, nella sua trance agonistica, ha però tralasciato due dettagli che nel mix energetico hanno permesso quella performance, ma che nella piattaforma ideologica del campo largo non si incastrano: il primo è che a Spagna ha sette reattori nucleari in funzione, che soddisfano il 20% del fabbisogno nazionale. È un nucleare civile, pulito, di ultima generazione, altro che le pale eoliche. Il secondo dettaglio è che il governo di Sanchez ha aumentato in modo significativo l’acquisto di gas russo: a marzo scorso la Spagna ne ha comprato da Mosca per 355 milioni di euro, +124% rispetto al mese precedente. Il gas russo attualmente rappresenta circa il 26% del totale delle importazioni spagnole di gas liquido.
Sospettiamo che questi due elementi abbiano avuto un certo effetto, diciamo pure decisivo, sulla politica energetica, sulle bollette e sul contenimento dei costi, ma dal tavolo di Elly sono spariti: sono cose che non si devono dire, altrimenti diventa difficile spendere la parola chiave ‘rinnovabili’, che fa tutti contenti e li lascia andare sereni all’aperitivo nella ztl. Però la realtà resta quella, se vogliamo fare come la Spagna, si passa da lì: nucleare e gas russo in massa. E a Elly toccherebbe di uscire dal fumetto…
