Anpi: “No alle Prime comunioni il 25 aprile. Distraggono!”
Marco Tognini · 16 Aprile 2026
Nella nostra nuova rubrica “Sic et non”, Marco Tognini presenta e analizza i temi politici della settimana, nazionali e internazionali: tra questi, Tognini analizza una curiosa particolare notizia che arriva direttamente dalla Brianza: la sezione dell’Anpi di Arcore ha chiesto al parroco di evitare le celebrazioni delle Prime comunioni per il 25 aprile. Insomma: l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani vorrebbe dettare il calendario liturgico alla parrocchia.
Questo affondo, che ha veramente dell’incredibile, è stato riservato nei confronti del parroco del comune attiguo di Lesmo, Don Mauro Viganò, che, secondo il gruppo rosso, ha avuto l’ardire di calendarizzare le Sante comunioni della sua comunità pastorale proprio nel giorno in cui si celebra la Festa della Liberazione. Una scelta – quella del sacerdote – che è stata giudicata in maniera molto negativa dai compagni, che hanno voluto stigmatizzare l’affronto al rituale che prevede una parata, i gagliardetti e il ricordo delle vittime della Resistenza: il tutto consegnando ai social una lettera manifesto carica di risentimento.
Mossa da un forte senso di “responsabilità”, l’Anpi ha fatto la predica al parroco: “La scelta di celebrare le Prime comunioni il 25 aprile è inopportuna perché non permette ai cittadini di partecipare alla celebrazione istituzionale”. A loro delle feste religiose, invece, non importa nulla: anzi, si tengano pure aperti i supermercati magari anche il 25 e il 26 dicembre o a Pasqua, tanto non c’è sindacato che tenga per difendere la gente che lavora là. Poi, però, se qualcuno ha un figlio o un nipote che deve fare la comunione è un problema. Ma stiamo scherzando?
“Colpisce ancora di più che questa decisione arrivi da un rappresentante del clero – prosegue l’Anpi -. Durante la Resistenza molti uomini di Chiesa hanno avuto un ruolo importante, spesso pagandolo con la vita”. Ma che cavolo c’entra tutto questo ragionamento? Senza dimenticare che la stessa sezione Anpi aveva dato il patrocinio all’ultimo gay pride in provincia di Monza e Brianza per lo svolgimento di quella che è stata chiamata “la via Frocis”: un’iniziativa che, richiamandosi alla via Crucis, vedeva ad ogni stazione dell’apparato arcobaleno una sosta e una riflessione di attualità. Forse questi santoni laici dovrebbero imparare a essere davvero… un po’ più laici.
