Micron fa il Napoleone contro Trump. Ridicule

· 8 Gennaio 2026


Cari ascoltatori, oggi pomeriggio Emmanuel Micron si sentiva particolarmente tonico ed è andato oltre la sua abitudine di indossare il cappello da Bonaparte inverosimile di fronte alla Russia, contro la quale ha cercato di imbastire la pseudo-coalizione dei volonterosi; salvo poi, per ammissione dei volonterosi stessi, accorgersi che senza gli Usa non si va da nessuna parte. Ebbene, oggi Micron ha provato a mettere il suo buffo cappello della grandeur contro Donald Trump: per certi versi un attacco senza precedenti dell’inquilino (ancora per poco tempo) dell’Eliseo, gravato da un consenso ampiamente minoritario nel suo Paese, contro l’inquilino della Casa Bianca.

A Micron è partito questo schizzo di bile: “Gli Stati Uniti di Donald Trump si stanno progressivamente allontanando da alcuni alleati e si svincolano dalle regole internazionali: si tratta di una forma di aggressione neocoloniale, sempre più presente nelle relazioni diplomatiche”. Ma come, proprio il presidente francese parla di aggressione neocoloniale, con la storia che il suo Paese ha rispetto a molti Paesi africani, ex colonie nella forma ma mica tanto nei fatti: pensiamo al Mali, agli Stati che ancora adottano il franco francese…

Continua Micron: “Le istituzioni del multilateralismo funzionano sempre meno efficacemente”. In realtà Trump è l’effetto, non la causa, del vecchio ordine globale o globalista che non regge più: queste istituzioni del multilateralismo – da cui oggi Trump fra l’altro ha annunciato l’uscita degli Usa – non funzionano da tempo, sono monopolizzate dalle dittature dai Paesi canaglia; l’Onu da anni sanziona l’unica democrazia del Medio Oriente molto più che tutte le dittature esistenti sulla Terra; il personale dell’Agenzia dei rifugiati Onu, presente in Palestina, aveva un collateralismo con Hamas, c’è materiale fotografico e documentale, anche riferito al 7 ottobre, che ha mostrato il coinvolgimento di membri di questa vetusta istituzione internazionale.


Le istituzioni multilaterali internazionali non hanno nemmeno impedito l’invasione dell’Ucraina, quindi è verissimo che funzionano sempre meno, e Donald Trump non c’entra nulla, anzi sta cercando, pur con tutte le imperfezioni che la storia nel momento in cui si fa porta con sé, di costruire un nuovo ordine che rimedi ai guasti del vecchio. Dopodiché, ribadisce Micron, “rifiutiamo il nuovo colonialismo e il nuovo imperialismo, ma anche la vassallizzazione e il disfattismo”, e infine “ciò che siamo riusciti a fare per la Francia in Europa va nella direzione giusta”, una direzione che andrà spiegata ai francesi che non ne possono più di lui, il cui gradimento è stabilmente in picchiata.

Micron negli ultimi anni ha nominato frotte di premier e governi raccogliticci creati nei laboratori dell’Eliseo, che sono durati meno dei governi balneari della prima Repubblica italiana. La crisi economica e sociale è sempre più avvitata, ma tanto secondo lui la Francia in Europa va nella direzione giusta: visto il successone dei volonterosi, meglio stendere un pietoso velo.

Chiusura microniana: “Più autonomia strategica, meno dipendenza rispetto agli Stati Uniti, come rispetto alla Cina”. Cioè Usa e Cina sono equivalenti, nella nuova guerra fredda, in questa sfida ormai chiara a tutti fra le due potenze per l’egemonia globale: Micron dimentica che nel 1944 furono gli Stati Uniti a sbarcare in Normandia per restituire la libertà ai francesi, non la Cina totalitaria del partito unico comunista che fa largo uso di campi di concentramento, i laogai, e che coltiva un progetto di dominio globale.

Eppure il presidente francese la differenza non la vede, in nome della sua “autonomia strategica” per lui Usa e Cina sono equivalenti. Il giorno in cui Micron uscirà dall’Eliseo sarà sempre troppo tardi.


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