Scoop! Maurizione fa sciopero di venerdì!
Giovanni Sallusti · 12 Dicembre 2025
Cari ascoltatori, oggi siamo in affanno più del solito, abbiamo dovuto rivoluzionare la scaletta perché negli ultimi minuti ci è caduta sulla testa una notizia che non ci aspettavamo, impensabile, controintuitiva. Abbiamo mandato un redattore a verificare sulle strade, alla stazione dei treni e dalla metro, che stia accadendo davvero, ma sembra proprio così. Siamo nel campo dell’inatteso, dell’imprevisto, dello sconvolgente: oggi è indubitabilmente venerdì – perfino nel calderone anarcolibertario di Radio Libertà – e pare che sia stato proclamato e messo in atto uno sciopero!
E chi lo ha proclamato e messo in atto? Non ci crederete, il capo della Cgil Maurizio Landini! Proprio lui, quel leader pragmatico, dialogante, riformista, concentrato sul miglioramento delle condizioni dei lavoratori, impegnato in una trattativa costruttiva per alzare i salari, per rinnovare i contratti, un uomo mai preda di fole ideologiche, che mai si è sognato di fermare il Paese al grido di “blocchiamo tutto” in nome di Gaza, né ha mai messo il suo sindacato al servizio di cose come la flotilla.
In pratica un leader che non è mai stato sfiorato dalla tentazione di uscire dal tracciato della rappresentanza concreta dei lavoratori e dei loro interessi, in teoria l’inamovibile core business della Cgil, anche se ci pare che ormai fra gli iscritti ci siano più pensionati che lavoratori
Insomma, sarebbe in corso questo sciopero generale che coinvolge tutti i comparti, dalle scuole ai trasporti, una manifestazione di protesta contro la manovra del governo: ma ci sentiamo di escludere che sia pretestuosa e viziata da un pregiudizio, che sia frutto di una torsione politica nell’azione del sindacato rispetto al governo di centrodestra, cosa che Landini fra l’altro non ha mai fatto.
Certamente la sua decisione sarà arrivata dopo un’analisi puntuale e certosina della manovra, da cui si è convinto legittimamente che non è adeguata. Landini lamenta le condizioni dei salari, delle pensioni, dei contratti precari, tutte cose che, giustamente, non lo portarono in piazza quando a governare era il centrosinistra: a quel tempo i salari erano ricchi, non c’era precariato, le pensioni erano da nababbi. Di certo, quindi, è stata un’analisi realistica a spingere in piazza la Cgil: per una volta concedeteglielo, di bloccare il Paese.
Anche se le verifiche che stiamo facendo non sono concluse, per cui restiamo increduli, il fatto ancora più sconcertante è l’abbinamento delle due cose, uno sciopero e l’arrivo del venerdì. Uno scoop al pari del Watergate, o dell’avviso di garanzia a Berlusconi nel 1994: pazzesco, Maurizio Landini ha indetto e messo in pratica uno sciopero generale bloccapaese, di venerdì!
