Hamas alle porte: “In 5 anni ci prendiamo le istituzioni”
Marco Tognini · 24 Settembre 2026
Nella nostra rubrica “Sic et non”, Marco Tognini presenta e analizza i temi politici della settimana, nazionali e internazionali: tra questi, Tognini analizza gli aggiornamenti sulla situazione personale e giudiziarua di Mohammad Hannoun, l’architetto genovese già amico di Laura Boldrini, che fu ospite di diversi eventi anche al Parlamento, nonché presidente di un’associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese. il quale in realtà – secondo gli sviluppi delle indagini – sarebbe un finanziatore del regime di Hamas.
Nelle conversazioni in mano alla procura di Genova viene delineato uno schema particolare: Majed al-Zeer, capo di Hamas in Europa, discuteva insieme ad Hannoun di raccogliere denaro e fare lobbying per investire su candidati politici. Al-Zeer desiderava organizzare un congresso in Italia dopo le elezioni europee del giugno 2024. L’idea era quella di convocare i loro candidati e poi investire su di essi nei prossimi cinque anni verso il futuro. Hannoun non frena e il primo propone questo scenario per il 22 giugno per la ventunesima European Palestinian Conference. La conferenza è una rete associativa palestinese nel cui consiglio siede anche Hannoun e una cospicua parte del mondo più integralista.
Gli investigatori attribuiscono alla rete estera di Hamas due compiti: raccogliere denaro e fare attività di lobbying a favore della causa per Gaza. Negli atti, Yaser Elasaly, collaboratore egiziano di questa associazione, parla con un uomo indicato come lo sceicco Abdel Hamid per riferirgli che Hannoun ha fatto inserire Sulaiman Hijazi, un ex collaboratore dell’associazione, che avrebbe mantenuto rapporti con esponenti come Stefania Ascari del Movimento 5 Stelle e la già citata Boldrini. Yaser continua dicendo che Hannoun ha sempre avuto rapporti con il Parlamento già prima che Sulaiman arrivasse. Non solo, ma Hannoun ritiene che le manifestazioni a favore saranno almeno 50 in quell’ottobre del 2024 e descrive due cortei imminenti.
Nel frattempo, a Bruxelles Majed al-Zeer si sente già forte: in una telefonata sempre dell’ottobre 2024 cita una manifestazione nella capitale belga e riferisce di una partecipazione 70mila persone. A settembre, nel frattempo, era esplosa la disputa per il controllo tra questi grandi capi di Hamas. Tuttavia, quello che comunque resta è una presenza mediatica estremamente importante, e questo patto tra l’architetto Hannoun e il mondo del terrore è un legame che sarebbe cominciato a partire addirittura dal 2001. Tutte notizie non irrilevanti, che non vorremmo che passassero sotto silenzio, bensì che venissero ponderate e che ci fosse anche una riflessione politica.