Altro che elettori “ignoranti”, è la sinistra che ha perso il popolo

· 8 Settembre 2026


Cari ascoltatori, l’ultimo rifugio del mainstream scosso dal voto in Sassonia è il famoso “lodo Bonaccini”, ed è una cosa curiosa: da un lato raccomandano di non sopravvalutare le urne di un banale Land della Germania orientale, dall’altro lato da 48 ore non fanno altro che precipitare nell’inquietudine, il cui sintomo è appunto la frase dell’illuminato presidente Pd, secondo il quale l’elettorato di destra è composto da ignoranti, gente che ha studiato poco, che vive in periferia e con un basso tenore di vita, insomma plebaglia.

Un esempio di lodo Bonaccini si può trovare oggi sul Corriere della Sera dove viene descritto l’identikit di quell’esemplare umano: “Uomo, 45 anni, poco istruito: l’identikit di chi ha votato AfD. L’ultradestra vola tra gli under 60”. Uomo cioè maschio, con sfumatura woke negativa, poco istruito e tendenzialmente anche anziano, quindi in ritardo sulle magnifiche sorti e progressive della storia.

Insomma, si sono accorti che descrivere quasi metà degli elettori della Sassonia come nazisti scatenati era un po’ insostenibile, quindi hanno ripiegato sul lodo Bonaccini. Il quale, se lo scorporiamo dall’insopportabile sopracciò moralistico, dice qualcosa di come cambiano le società europee Il dato dell’Istituto Infratest Dimap dice che AfD è stato votato dal 61% della classe operaia della Sassonia. Se de-moralizziamo questo numero e cambiamo il punto di vista sociologico, si legge: non è che a destra votano gli ignoranti, è che la sinistra ha perso il popolo.

La sinistra europea, a causa delle sue politiche che nei decenni sono diventate dogmi, ha perso il contatto con le ragioni anzitutto degli strati popolari, che dovrebbero esser di suo diretto interesse. L’ha perso grazie a un’agenda che sta portando il continente al suicidio, l’agenda arcobaleno, migrazionista, gretina, con l’ossessivo feticcio della moltiplicazione dei diritti civili e dei sessi (e anche delle desinenze), con una burocrazia dirittista lontanissima dalla vita concreta, figuriamoci da quella degli operai sassoni.

E ha perso questo contatto anche quando il suo establishment intellettuale ha deciso che l’Europa doveva cambiare paesaggio antropologico subendo un’immigrazione incontrollata, perché questo snaturamento non è la fisiologica immigrazione, ma un cambiamento capillare delle società che parte dalle periferie, dai sobborghi citati da Bonaccini, fuori dalle ztl (per ora).

Ha fatto la sua parte anche il gretinismo, l’idea che l’Europa debba raggiungere la cosiddetta neutralità climatica – che è un modo soft di dire socialismo – la quale sarebbe ininfluente rispetto all’inquinamento globale, visto che Stati Uniti, Cina e altre nazioni asiatiche si guardano bene dal suicidarsi economicamente. Ci suicideremmo solo noi, con l’idea che sia intelligente desertificare l’industria del continente, chiudere le fabbriche e perdere posti di lavoro della classe operaia in nome delle emissioni zero. E lorsignori si stupiscono delle elezioni in Sassonia?

Quindi invertiamo l’ordine del ragionamento, non sono ignoranti gli elettori quando votano in modo difforme dai desiderata dell’editorialista collettivo: è la sinistra europea e tedesca, con i relativi l’establishment (inclusa la Cdu che ha promosso quest’alleanza innaturale con la sinistra), ad aver smarrito la relazione con il popolo. Non è un dettaglio.


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