L’ideona della Cdu: perdiamo con una grande coalizione? Facciamone una grandissima!

· 7 Settembre 2026


Cari ascoltatori, tema: come si suicida un establishment? Lo svolgimento è su Repubblica, che oggi ospita un’intervista ad Andreas Schwab, potente europarlamentare tedesco della Cdu (il “centro” tedesco, fra virgolette) che fra l’altro in Europa sta scalando i ranghi del Pp, e che ha parlato appena si è manifestata la valanga AfD ai seggi della Sassonia.

“La risposta”, ha detto, “può essere una sola: fare una larghissima coalizione anche con supporto della Linke”, il partito di estrema sinistra. La tesi di fondo dell’intervista è: per arginare l’ascesa di un partito che, piaccia o no, ha seminato bene sui fallimenti strutturali, strategici della ‘larga coalizione’ alla tedesca, bisogna fare una ‘larghissima coalizione’.

Ecco a chi siamo in mano, chi ha le leve decisionali nelle istituzioni europee: gente che ha rescisso il legame con la logica. “Di solito non collaboriamo con l’estrema sinistra, ma se la Linke accettasse di far parte di una coalizione guidata da noi, sarebbe una strada da percorrere”. Una grandissima coalizione, ripete il collega di Repubblica, entusiasta: più si allarga l’ammucchiata, indistinta e finalizzata alla conservazione dello status quo e del potere, più si entusiasmano.

Una grandissima coalizione tiene insieme tutto e il contrario di tutto, e ovviamente avrà collante ideale e programmatico nonché efficacia amministrativa pari a zero, ma non importa, conta fermare i barbari. È lo stesso schema da lustri usato in Francia contro Marine Le Pen, e che ha distrutto leadership politiche in serie: quella di Macron esiste ormai solo formalmente, ma è completamente scissa dalla vita del suo Paese, per tacer di tutti i premier che Macron ha bruciato negli ultimi anni, con una cadenza paragonabile ai peggiori governi balneari della nostra prima Repubblica.

A un certo punto l’intervista non può ignorare l’elefante nella stanza: “Perché l’AfD sta avendo tutto questo successo?” Risposta: “In Germania si sta realizzando ora che la nostra economia non è più quella di venti o trenta anni fa. Si perdono posti di lavoro, soprattutto nel settore automobilistico”. Ma non è che è successo così, spontaneamente: se non aveste portato avanti, contro ogni logica economica, la distopia del green deal, forse il settore automobilistico tedesco sarebbe rimasto un’eccellenza…

Ma Schwab parla come se fosse un analista esterno e non uno dei protagonisti di queste politiche fallimentari: “C’è una riduzione del tenore di vita. Il peso della burocrazia, anche quella europea, viene avvertita come insopportabile”. Ma hanno forse fatto qualcosa, Cdu e Ppe, per ridurre, arginare questi pesi? Zero, perché le maggioranze che governavano (con lui dentro) guardavano a sinistra e rendevano infattibili queste riforme. Schwab li rivendica pure, “gli accordi solo con i socialisti e i liberali”. I liberali se proprio sono in vena, i socialisti come matrimonio contro natura; e “solo su alcuni punti specifici anche con i conservatori”. Le altre destre? Nel ghetto: peccato che nel ghetto c’è il 45% degli elettori, quindi non è più tanto ghetto.

Insomma, capite che se l’andazzo dell’establishment è replicare o allargare le grandi coalizioni che non hanno funzionato, comportarsi come se non si fosse parte in causa, registrare i danni dovuti alle politiche loro come se fossero di altri, almeno lorsignori non si straccino le vesti: se vogliono trovare la ragione per cui partiti come AfD prendono il 45%, possono semplicemente accendere la luce e guardarsi allo specchio.


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