Le due vite del tecnico Ue, hacker antifa nel mirino Usa
Marco Tognini · 3 Settembre 2026
Nella nostra rubrica “Sic et non”, Marco Tognini presenta e analizza i temi politici della settimana, nazionali e internazionali: tra questi, Tognini analizza la notizia – che viaggia tra il tema della sicurezza dello Stato e, indirettamente, anche quello della legalità – e che riguarda direttamente la figura Paolo De Rosa.
Il tutto parte da un’inchiesta giornalistica nata a Torino, e che poi nel frattempo è arrivata pure a Roma e anche a Bruxelles. A sollevare il caso è stata Sara Sonnessa su “Torino Cronaca”, dove ha ricostruito i rapporti tra lo stesso De Rosa, che è un tecnico passato da Palazzo Chigi al gruppo di lavoro sull’innovazione del Partito Democratico e poi alla Commissione Europea, e i suoi rapporti con una sorta di piattaforma che si chiama “Autistici/Inventati”, sanzionata dal governo americano in quanto utilizzata da cellule antifa sospettate di tenere rapporti con il terrorismo.
Il tutto parte lo scorso 26 agosto: il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha adottato sanzioni contro il collettivo “Autistici/Inventati”, accusato di fornire infrastrutture digitali, posta elettronica cifrata, strumenti di comunicazione e altri servizi a gruppi dell’estrema sinistra violenta. Per chi si occupa di tematiche legate ai disordini e all’antagonismo il nome di questa piattaforma non è un nome nuovo. Là, infatti, venivano ospitati anche i siti legati a “gancio.org”, che è un altro sito di appuntamenti in città nei centri sociali, “Mastodon”, social network anonimo utilizzato per discutere su “azioni e idee per sovvertire l’ordine delle cose”, InfoOut”, altro storico luogo dove i militanti di Askatasuna e dei collettivi universitari diffondono i loro comunicati stampa.
C’è inoltre tutta la galassia No tav e l’immancabile “Radio Blackout”, l’emittente streaming che diffonde materiale propaganda di quella frange che qualcuno chiama ancora sinistra extraparlamentare. E poi ancora diversi articoli legati all’ex centro sociale “Edera”, con gli appelli ad aderire alle manifestazioni e le richieste di finanziare la loro causa, fino a sostenere campagne a favore della scarcerazione degli ultimi brigatisti rossi e dell’anarchico Alfredo Cospito. Attorno a queste attività compaiono anche firme di avvocati, giornalisti e docenti universitari e vengono anche richiamati soggetti e canali riconducibili all’area di Hamas.
L’inchiesta che parte da Torino individua infatti un’associazione nata nel 2018, AI-ODV, come destinataria delle donazioni indirizzate ad “Autistici-Inventati”. Secondo la documentazione ricostruita da “Torino Cronaca”, De Rosa partecipò alla fondazione di tale associazione otto anni fa e ne divenne segretario. All’epoca lavorava già nella macchina della trasformazione digitale dello Stato, visto che già dal 23 ottobre 2017 lavorava nell’area del cloud e dei data center nazionali (stiamo parlando dei dati fiscali e più sensibili della popolazione). Successivamente lo stesso De Rosa sarebbe diventato Ceo del Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio durante i governi Gentiloni, Conte e Draghi.
Nei documenti ufficiali governativi il suo nome compare anche nel gruppo del Dipartimento coinvolto nel progetto “Immuni” (l’app per il tracciamento dei contatti, progettata per aiutare a monitorare e contenere il Covid) mentre il suo curriculum istituzionale riporta anche le sue “responsabilità nella supervisione di piattaforme digitali critiche della pubblica amministrazione, sicurezza, pagamenti e infrastrutture tecnologiche”. È evidente che questa sovrapposizione necessita di spiegazioni, perché è fondamentale capire come il fondatore del soggetto giuridico che fornisce i servizi più importanti alla galassia antagonista sia contemporaneamente arrivato ai vertici tecnici della trasformazione digitale italiana e poi quella europea.
Anche perché nello statuto del personale dell’UE, all’interno delle “Staff Regulations”, viene espressamente vietato che un funzionario ricopra incarichi per enti esterni come i partiti politici che creino un conflitto di interessi con le materie con cui lavora nella Commissione. L’articolo 11 del regolamento – alla voce, “Doveri e diritti del funzionario” recita testualmente: “Il funzionario esercita le sue mansioni e agisce nell’esclusivo interesse dell’Unione, non chiede né accetta istruzioni da alcun governo, autorità, organizzazione o persona estranea all’istituzione di appartenenza”. E se, in tutto questo, aggiungiamo che il 12 settembre 2023 Paolo De Rosa è stato presentato nella sede del Partito Democratico a una conferenza stampa pubblica, con la leader Elly Schlein, nel gruppo di lavoro sulle politiche digitali e innovazione, allora c’è veramente qualcosa che non va.