Superbonus? No, superbuco: la voragine di 174 miliardi firmata Conte
Giovanni Sallusti · 27 Agosto 2026
Cari ascoltatori, sono arrivati i dati definitivi su quanto ci è costato il tanto strombazzato quanto dannoso superbonus voluto da Giuseppe Conte. Secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze relativi ai lavori giunti a conclusione finora – pari al 98,5% del totale – ad avere beneficiato del 110% di incentivo è stato solo il 4% degli immobili italiani: per lo più attici e castelli, tra l’altro, non di case dei ceti popolari.
La ricchezza non va mai demonizzata, ma questo provvedimento non si è rivelato la genialata che doveva risollevare l’economia nazionale. Anzi, l’ha affossata di più. Il conto definitivo è un buco di 132 miliardi di euro, che servirebbero tantissimo nella contingenza economica e geopolitica in cui siamo. Una cifra che lieviterebbe ulteriormente a 174 miliardi se, alla misura madre del superbonus in senso stretto, si aggiungesse anche la cascata di altri piccoli bonus: come quelli sulle facciate degli edifici, per l’acquisto di elettrodomestici, per il sisma, per eliminare le barriere architettoniche e per incentivare gli infissi e i cappotti termici.
In sintesi: la misura del governo giallorosso ha provocato una voragine nei portafogli degli italiani. Un buco generato dallo stesso Conte che oggi se la prende con i rincari del carburante, al momento corrispondenti a circa 2 miliardi, non 174. Inoltre i costi maggiorati su benzina e diesel sono dovuti a una contingenza internazionale, figlia di due guerre (Medio oriente e Ucraina) di cui il governo attuale non è responsabile. Gli “illuminati” progressisti evitino quindi di continuare a impartire lezioni di finanza pubblica alla maggioranza di centrodestra. Il fatto che proseguano si spiega con la genesi del Movimento 5 Stelle: la categoria del comico.