Ora l’islamo-sinistra vuole abolire l’apologia di terrorismo: “Discrimina gli arabi”!
Giovanni Sallusti · 25 Agosto 2026
Cari ascoltatori, in questo ultimo scorcio d’estate ha fatto irruzione il dibattito sulla rinuncia al woke da parte della sinistra europea. In realtà si è trattato di uno scimmiottamento del progressismo d’oltreoceano, moda lanciata da Alexandria Ocasio-Cortez, che ha ammesso le degenerazioni del politicamente corretto. A cascata, tutti gli imitatori nostrani – da Giuseppe Conte a Chiara Valerio, ultra woke e intellettuale di riferimento dello schleinismo – hanno voluto convincerci che si lasceranno alle spalle questa moda.
Mentre è in corso questo noioso dibattito da bolla (che sembra figlio di un colpo di calore agostano), la nuova frontiera della sinistra rappresentata dalla France insoumise di Jean-Luc Mélenchon ha avanzato una proposta che tutti, sicuramente, riterranno ragionevole e calata nella realtà: l’abolizione del reato di apologia di terrorismo. Il motivo? Discriminerebbe gli arabi. Una motivazione-capolavoro woke di masochismo filo-islamista.
In effetti chi avrebbe mai pensato che ci siano più denunce per apologia del terrorismo nei confronti di cittadini o immigrati arabi rispetto a – per fare un esempio – normanni da 22 generazioni? La sinistra francese confonde il razzismo con la cronaca quotidiana del nostro continente. E così si è arrivati a questa idea “geniale”, illustrata durante una tavola rotonda organizzata a Valenza da Rima Hassan, europarlamentare di France Insoumise, indagata lei stessa per apologia del terrorismo (un lievissimo conflitto di interessi…).
L’ospite d’onore del convegno era Salah Hamouri, avvocato ed ex membro del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, che ha condannato con violenza Israele: ha sostenuto che bisognerebbe arrestare i soldati franco-israeliani che prestano servizio nell’esercito dello Stato ebraico. Ma il punto vero della tavola rotonda è arrivato con la richiesta di abrogare il reato di apologia del terrorismo, in quanto limiterebbe le libertà di espressione e colpirebbe in modo sproporzionato attivisti, oppositori politici e minoranze, in particolare gli arabi e i neri. Il fatto è che a essere “colpiti” dall’accusa di di apologia del terrorismo sono proprio gli arabi e gli immigrati di seconda generazione.
Una sinistra istituzionale lucida prenderebbe atto del rischio che corre la Francia, assieme al resto dell’Europa, di vedere snaturata la propria identità, comprese quelle libertà laiche e repubblicane dello Stato cui la gauche dovrebbe essere affezionata. Invece fa il contrario: per paura che i poveri arabi che praticano l’apologia di terrorismo si offendano, cancellano direttamente il reato. Un capolavoro di masochismo, tra l’altro in un Paese dove – come hanno denunciato i servizi segreti francesi – è in atto da tempo una strategia di islamizzazione capillare della società, finanziata dalla Fratellanza musulmana, che mira a sovvertire l’ordinamento democratico della République. Senza dimenticare gli episodi di terrorismo islamista avvenuti, Charlie Hebdo e Bataclan su tutti.
Non si tratta quindi più di un semplice scollamento dalla realtà, bensì di un remare in direzione favorevole al tentativo di trasformare culturalmente la Francia e l’Europa, come aveva capito a suo tempo Michel Houellebecq, il quale infatti fu accusato di razzismo da parte delle anime belle. La realtà è che, siccome odiano la loro stessa cultura, i veri razzisti sono loro.