Immigrazione, la politica tedesca del “cazzi vostri”: ecco la solidarietà europea

· 10 Agosto 2026


Cari ascoltatori, la solidarietà europea non esiste, in queste ore si è frantumato una volta per tutte questo mito eurolirico e acritico, cantilenato da decenni, dalla classe dirigente progressista del continente. La lezione di solidarietà europea viene dalla Germania, che sta tentando di ripristinare la follia dei ‘dublinanti’ in tema di politiche migratorie, cioè l’istituzione doppiopesista nota come accordo di Dublino, che in Italia è stato sottoscritto dai governi tecnici espressione della sinistra, nonostante anche un bambino alle elementari avrebbe capito che sarebbe stato un atto di masochismo per l’interesse nazionale.

La follia è che secondo l’accordo il Paese di approdo del migrante è quello che se lo prende in carico, ne risponde e lo mantiene: chiaramente una regola tutta contro l’Italia, che le classi dirigenti europee volevano – e, apprendiamo oggi, in gran parte ancora vogliono – ridurre a campo profughi d’Europa.

Questa assurdità venne sospesa grazie all’iniziativa del governo di centrodestra alla fine del 2022, ma a giugno è entrato in vigore un regolamento che sbloccherebbe la sospensione. La notizia politica è che in Germania il cancelliere Friedrich Merz, per tamponare la crescita di consensi per AfD e per prevenire problemi alle elezioni amministrative e più avanti nazionali, ha ripristinato l’idea che l’Italia si deve riprendere i migranti che secondo le autorità tedesche sarebbero arrivati passando dall’Italia. Il che significa che nella retorica le frontiere italiane sono frontiere dell’Europa, nei fatti sono solo frontiere dell’Italia: e così la solidarietà europea si è tramutata in un prosaico ‘cazzi vostri’.

Giustamente il governo di centrodestra in queste ore sta tenendo duro, considera l’accordo di Dublino un’anticaglia masochista che appartiene a un passato da non replicare. Speriamo e siamo convinti che continuerà a resistere e anche a ricordare, come ha fatto il ministro Matteo Salvini atti alla mano, andando anche alla sbarra, che difendere i confini è un dovere dei governanti.

Mettiamo quindi a referto che la solidarietà europea non esiste, è un guscio vuoto che serve a giustificare magari l’eco-moloch talebano del green deal, che si ripercuote sulle piccole e medie aziende che faticano ad adeguarsi alle sue insensate guarentigie. Ed è un mito sulla politica migratoria, perché riapplicare Dublino significa riempirci di nuovo di migranti, farci tornare il campo profughi dell’Europa.

Paradossalmente, per un certo verso arriviamo ad apprezzare tutto questo, perché almeno rende chiara la differenza fra la solidarietà europea che non c’è e la stella polare di un’azione di governo seria, cioè l’interesse nazionale, la difesa dello Stato e dei suoi confini: è suo, cioè nostro, sacrosanto diritto decidere quale politica migratoria adottare, altro che Europa.


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