Ceuta è la prova: Sanchez è un pericolo per l’Europa

· 31 Luglio 2026


Cari ascoltatori, le immagini che ci arrivano da Ceuta, la città-enclave spagnola nel Nord Africa presa d’assalto da migliaia di immigrati clandestini provenienti dal Marocco, racconta un fenomeno patologico della nostra contemporaneità, un’invasione al netto di qualunque complottismo, e un’identità, la nostra, in pericolo. E riporta anche un dato politico sommamente inquietante che non si può più ignorare: oggi uno dei principali pericoli per l’Europa – non gli uffici dei burocrati Ue ma proprio la sua storia, la sua realtà geopolitica e antropologica – è il premier spagnolo Pedro Sánchez.

Quel che si è visto a Ceuta è il prodotto delle politiche di Sánchez, della sua allucinazione ideologica: le porte spalancate, l’accoglienza come dogma, l’integrazione come pratica acefala. Cinque chilometri di serpentone umano, migranti che arrivano a nuoto aggirando il frangiflutti fra la città autonoma e il territorio marocchino, la Guardia civil che ammette ‘siamo sopraffatti, al collasso’. Tant’è che il governo spagnolo sta valutando di mandare l’esercito, ma ampiamente fuori tempo massimo, dopo aver lasciato la città da sola in balia di questa invasione, dopo tutte le politiche in favore dell’accoglienza indiscriminata, dopo la retorica che invitava a venire in Spagna da ovunque. Allora è vero che a spalancare le porte si spalanca anche un problema…

Ora vedremo che cosa succederà a Ceuta, ma anche in Italia: un tema posto con forza sia dalla presidente del Consiglio sia dal ministro Matteo Salvini, che ha ricordato la sua esperienza personale, sbattuto al banco degli imputati per aver difeso i confini nazionali, l’ottica opposta al lassismo di Sánchez. Perfino Tajani ha dato un segno di vita politica, e tutti hanno chiaro che è una esigenza nazionale sospendere Schengen con la Spagna, perché se la leadership spagnola ha deciso di prestarsi a un’invasione, siamo oltre anche alla questione identitaria, il problema immediato è la tenuta del tessuto sociale. Se, come scrive El Mundo, in poche ore 20 mila migranti possono irrompere senza alcun controllo né diritto in una cittadina autonoma piccolissima, proiettando questo fatto su vasta scala è l’invasione di un continente, quindi la sospensione di Schengen con la Spagna è un atto di salvaguardia nazionale.

Inoltre dobbiamo ricordare che anche noi abbiamo i nostri Sánchez: ad aprile Elly Schlein si recò trionfalmente a Barcellona, per la reunion dei progressisti europei nonché globali, e disse che con Sánchez un altro mondo è possibile. Ma il loro ‘altro mondo possibile’ è quello di Ceuta, è il disordine, l’abdicazione alla convivenza civile, cosa che non fa l’interesse di nessuno, nemmeno degli immigrati regolari veramente integrati. Il loro altro mondo possibile è il caos, e Sánchez agisce come agente del caos. Ecco perché è una minaccia per l’Europa e per i Paesi europei come il nostro.


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