“Parlando liberaMente” con Giuseppe Cruciani/Il dirittismo è il nuovo comunismo

· 25 Luglio 2026


Questa settimana, a “Parlando liberaMente”, la nostra intervista settimanale con i protagonisti della politica, dell’attualità, del giornalismo, Giovanni Sallusti discute della cronaca politica e internazionale con Giuseppe Cruciani, storico conduttore radiofonico della trasmissione “La Zanzara”, su Radio 24, nonché autore del libro di recente uscita “Libertà. Tutto Cruciani dalla A alla Z. L’alfabeto del politicamente scorretto” (256 pagine, Cairo editore, 17 euro).

“Nel mio libro, alla voce ‘diritti’, sottolineo che questo termine è diventato ormai sinonimo implicito di ‘desiderio’. E si dà per scontato che i desideri di chiunque debbano essere normati e burocratizzati: siamo nell’epoca del ‘dirittismo’, che io considero il male assoluto, perché oggi ogni rivendicazione pretende un intervento e una regolamentazione da parte di uno Stato che rende operativi i propri desideri. In realtà i diritti sono invocati soprattutto a sinistra: questo dirittismo è diventato il nuovo comunismo”.

“Se ci pensiamo bene, la prima parola che l’attuale sinistra evoca è la parola diritti, che automaticamente mette nella parte dei ‘buoni’. C’è chi pretende di ottenere un posto di lavoro solo perché è laureato, c’è chi desidera ardentemente adottare un bambino: è una continua pretesa del diritto e soprattutto di urlare al mondo di avere subìto un’ingiustizia nel caso in cui lo Stato non riesca a concedere quello che uno pensa essere un suo diritto. E chi si pone contro il dirittismo diventa un feroce complice del capitalismo. Si tratta di una cosa ovviamente senza senso, ma soprattutto è un elemento che condiziona tutte le relazioni politiche”.

“Se guardiamo i Paesi confinanti con l’Italia, vediamo che siamo circondati da due fronti completamente diversi, che fotografano la nostra mancanza di coraggio e anche la nostra arretratezza energetica, culturale, politica: i bordelli e le centrali nucleari. Entrambi sono proibiti in Italia: non è vietata la prostituzione, ma lo sono tutte le attività connesse, non si possono aprire bordelli che invece proliferano proprio negli Stati confinanti con l’Italia, come Austria, Svizzera e Slovenia. Stesso discorso per il nucleare: noi siamo circondati da tantissime centrali e dalla loro energia. Il che significa che lo Stato perde soldi sia in un campo sia nell’altro”.

“Sotto la lettera ‘I’ si trova anche la voce ‘Immigrati, gay’. Ho accoppiato queste due parole riferendomi alla moda di chiedere il permesso di soggiorno dichiarandosi omosessuale. Ci sono dei casi abbastanza clamorosi di persone che non si erano mai dichiarate gay, ma che per salvarsi dall’espulsione dichiarano di essere tali. Gli avvocati che assistono gli immigrati sostengono che una delle pratiche più diffuse per l’ottenimento del permesso di soggiorno è proprio la dichiarazione di essere omosessuale. Il fatto è che è quasi impossibile riuscire a dimostrare se uno o una lo è o meno”.

“La sinistra sostiene che i confini non contano più, che il mondo è interconnesso e che esiste il diritto di migrare per trovare la propria felicità. Ma se uno ci pensa bene, senza confini noi non avremmo i diritti che invece abbiamo oggi e una società che – con tutti i suoi difetti – resta comunque la migliore possibile. Mi pare abbastanza evidente che dentro le frontiere abbiamo costruito le nostre regole, la nostra libertà e dunque la presenza dei militari ai confini ne sono una garanzia; altrimenti il mondo diventerebbe un puro caos”.


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